Il ritorno della polio

Un improvviso aumento di casi preoccupa l’Organizzazione mondiale della sanità, tanto da far dichiarare l’emergenza sanitaria internazionale.

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Un profugo pakistano, sfuggito all'offensiva militare contro i Talebani nel nord Waziristan, riceve il vaccino anti-polio. | Reuters

Sembrava che mancasse proprio poco a dichiarare il mondo «polio-free», libero dalla poliomielite. E invece, a dispetto degli enormi passi avanti compiuti negli ultimi anni la poliomelite torna a far parlare di sé, aggiungendosi alla lista delle malattie che sembravano sconfitte per sempre e che purtroppo preoccupano nuovamente.

Dopo le massicce campagne di vaccinazione avviate in tutto il mondo, successi come quello dell’India, dichiarata «polio-free» quest’anno dopo tre anni senza casi (fino a non molto tempo fa erano milioni), nei primi mesi di quest’anno c’è stato un improvviso aumento di casi in alcuni paesi asiatici e africani.

Ma, soprattutto, è stato dimostrato che la malattia è stata esportata in paesi in cui non era più presente: dal Pakistan all’Afghanistan, dalla Siria all’Iraq, e dal Camerun alla Guinea Equatoriale. Sono ora dieci in totale i paesi al mondo in cui il virus della poliomielite circola. Si tratta di numeri molto piccoli: 103 casi nei primi mesi da giugno di quest’anno contro i 77 nello stesso periodo dell’anno scorso, ma abbastanza da mettere in allarme.

Emergenza globale. L’Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato l’emergenza sanitaria internazionale (è il massimo livello di allarme sanitario ed è la seconda volta che l’Oms lo dichiara, dopo la pandemia influenzale del 2009-2010), introducendo alcune misure obbligatorie per contenere la possibile esplosione di casi.

 

Vaccinazioni anti-polio tra i bambini in Afghanistan. | Reuters


In Israele non si sono verificati casi, ma un ceppo del virus tipico del Pakistan è stato trovato nell’acqua delle fognature. In Siria, invece, il virus, che non si manifestava dal 1999, è probabilmente riapparso con le difficili condizioni della guerra e il conseguente calo delle vaccinazioni.

L’Oms non ha l’autorità per mettere in atto questi obblighi, che devono essere assicurati dai singoli paesi interessati, anche se il compito non appare facile. Nei cinque aeroporti internazionali del Pakistan, il paese in cui si registra la maggioranza dei casi, per esempio, il governo ha disposto cabine per vaccinare sul posto i viaggiatori, ma la raccomandazione dell’Oms sarebbe di vaccinarsi almeno un mese prima della partenza.

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Tristi immagini dal passato. La poliomielite è causata da tre tipi di polio-virus, che invadono il sistema nervoso centrale causando, come sintomo più caratteristico, anche se per fortuna raro (in circa un caso su 200), la paralisi. Gli effetti peggiori sono di solito sui muscoli delle gambe, che perdono tono: è la cosiddetta paralisi flaccida.

Nella forma più grave, il virus può compromettere la capacità di respirare: le persone rinchiuse nei polmoni d’acciaio, triste ricordo degli anni ’50, di solito erano state colpite da poliomielite. Di solito colpisce i bambini sotto i cinque anni, ma anche gli adulti si possono ammalare.

In Italia, l’ultimo caso risale al 1982. I casi in cui il virus produce sintomi gravi sono solo la punta dell’iceberg, ed è anche per questo che anche un ritorno apparentemente modesto come quello di oggi preoccupa: un solo malato con sintomi conclamati può significare che il virus sta circolando, con sintomi meno gravi ed evidenti, in molte altre persone.

 

25 giugno 2014 | Chiara Palmerini