Il primo passeggero di SpaceX: un super batterio

La compagnia si prepara a lanciare sulla ISS colonie di Staphylococcus aureus resistenti alla meticillina, per accelerarne lo sviluppo in microgravità e prevederne l'evoluzione.

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Batteri MRSA al microscopio elettronico. | Science Photo Library/Contrasto

SpaceX si prepara a inviare sulla Iss un regalo di San Valentino molto particolare: il 14 febbraio un Falcon 9 spedirà sulla stazione spaziale alcune colonie di Staphylococcus aureus resistente alla meticillina (MRSA), ceppi di super batteri particolarmente letali, perché resistenti ai più comuni antibiotici.

 

Un ceppo di Staphylococcus aureus. Quando sviluppa una resistenza agli antibiotici beta-lattamici (penicilline e cefalosporine), il batterio viene classificato con la sigla MRSA (Methicillin-Resistant Staphylococcus Aureus). | Visuals Unlimited/Nature Picture Library/contrasto

Uno sguardo al futuro. I microbi saranno coltivati nel modulo scientifico statunitense della base nell'ambito di un progetto della Nasa, che vuole sfruttare la microgravità per accelerarne il metabolismo. Passate ricerche hanno infatti dimostrato che nello Spazio crescita, mutazioni e trend di popolazione dei batteri sono simili a quelli terrestri, ma più veloci.

 

Giocare d'anticipo. La microgravità rende pìù attive alcune proteine metaboliche, e le radiazioni spaziali, in dosi contenute, possono alterare l'attività di alcuni geni (come dimostrato anche dallo studio sui gemelli Kelly). La compagnia di biotecnologie Nanobiosym ha sviluppato uno speciale scanner, chiamato Gene-RADAR, che rivelerà come due particolari ceppi di batteri MRSA cambino in microgravità: sarà un'opportunità preziosa per osservarne le mutazioni in anticipo, e attrezzarsi a rispondere farmacologicamente a questi cambiamenti nel caso avvengano anche sulla Terra.

 

11 febbraio 2017 | Elisabetta Intini