Il morbillo in Europa: 90.000 casi nei primi sei mesi del 2019

La malattia ricompare in quattro Stati europei che l'avevano dichiarata debellata. L'OMS avverte: vaccinatevi.

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Illustrazione scientifica: sezione trasversale del virus del morbillo (Morbillivirus). | Illustration by David S. Goodsell, RCSB Protein Data Bank

L'OMS ha diffuso i dati sul morbillo, malattia infettiva esantematica altamente contagiosa: nei primi sei mesi del 2019, in 48 dei 53 Stati della Regione Europea dell'OMS si sono registrati quasi 90.000 casi, con 37 decessi. Per l'Ucraina è un bollettino di guerra: oltre 54.000 casi, 18 decessi. Il quadro è ancora più allarmante se si pensa che, invece di progredire, stiamo regredendo: all'inizio di agosto il Regno Unito ha perso il suo status di nazione "morbillo-free", con 489 casi accertati, 69 dei quali importati dall'estero.

 

In Europa va così. Secondo Andrew Pollard, professore di immunità e infezioni in pediatria alla Oxford University, per il Regno Unito la perdita dello status di paese libero dal morbillo è un segnale d'allarme da non sottovalutare. Ma gli inglesi sono i buona compagnia: anche Albania, Repubblica Ceca e Grecia, fino a poco tempo fa considerate zone in cui la malattia era stata debellata, sono di nuovo a rischio infezione.

 

Austria e Svizzera, invece, sono morbillo-free; anche in Belgio e Kazakhistan si sono interrotti i contagi, ma per essere considerate morbillo-free dovranno continuare così per 36 mesi. Anche se nel complesso tra il 2017 e il 2018 gli Stati in cui il morbillo non è più una minaccia sono diminuiti, passando da 37 a 35, per Martin Marshall, vicepresidente del Royal College of General Practitioners, «il report dell'OMS è demoralizzante: pensavamo di essere sulla buona strada per debellare per sempre il morbillo in Europa».

 

L'immunità di gregge. «I vaccini salvano almeno due milioni di vite l'anno», sottolinea Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell'OMS, e va tenuto conto che accanto a chi rifiuta di vaccinarsi, c'è chi vorrebbe farlo ma non può, come i bambini affetti da cancro o da malattie al sistema immunitario. «Si parla molto di chi non vuole vaccinarsi», afferma Pollard, «ma i rischi più grandi li corre chi non può vaccinarsi, che deve contare solo sulla "buona salute" della società, ossia sull'immunità di gregge, e sperare che il virus non trovi terreno fertile per propagarsi.»

 

Per combattere il movimento antivax, nato dalla diffusione di false notizie (come quella secondo la quale i vaccini causano l'autismo), in un mondo in cui i social network sono le principali fonti di notizie, Pinterest ha annunciato che imporrà norme più severe ai suoi utenti, per impedire la diffusione di falsi miti. Dobbiamo però registrare che non è la prima volta che il social network promette di fare maggiore attenzione alla diffusione di informazioni antivax.

 

27 settembre 2019 | Chiara Guzzonato