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Coronavirus e CoViD-19: tutte le notizie Vai allo speciale

Il più grande sponsor delle bufale sulla covid ha un nome e un cognome

Donald Trump è il perno mondiale della disinformazione sulla covid: il suo nome è nel 38% degli articoli che citano notizie false sulla pandemia.

Trump, covid e disinformazione
Per non dimenticare: quando Donald Trump fantasticava su iniezioni di disinfettante come possibile cura anti-covid. | Shutterstock

A guidare le teorie del complotto in tema di covid è la stessa persona che si trova alle redini degli Stati Uniti: Donald Trump è citato in quasi 4 su 10 delle notizie contenenti disinformazione che circolano sulla pandemia. È il risultato di un'analisi di oltre 38 milioni di articoli in lingua inglese sulla CoViD-19 condotta dalla Cornell University e descritta sul New York Times.

 

Antiscienza e potere. La Cornell Alliance for Science, l'organizzazione non-profit che ha guidato lo studio, ha tra i suoi obiettivi dichiarati quello di promuovere decisioni politiche che si basino su evidenze scientifiche. E poiché la disinformazione è uno dei fattori alla base dell'inadeguata risposta degli USA alla pandemia, la ricerca si è concentrata proprio su come la "cultura" del complotto si diffonda sui media tradizionali.

 

Gli scienziati guidati da Sarah Evanega hanno prima cercato tra 38 milioni di notizie in lingua inglese trasmesse, stampate o postate tra il 1 gennaio e il 26 maggio 2020 quelle che contenessero riferimenti a fake news sulla covid. Ne hanno trovate 1,1 milioni: tra queste, il 46% riguardava bufale di stampo cospirazionista, e quasi il 38% conteneva riferimenti a Trump, in quanto principale diffusore o amplificatore della fake news di turno.

Il catalogo completo. Gli autori dello studio hanno suddiviso gli articoli in 11 categorie corrispondenti a diverse tipologie di complottismi. Ce n'è per tutti i gusti, dalle origini del virus SARS-CoV-2 in un laboratorio di Wuhan alla convinzione che la pandemia sia stata orchestrata dai Democratici USA per facilitare il processo di impeachment di Trump, fino al sospetto che l'immunologo Anthony Fauci abbia "gonfiato" i dati sui decessi per interessi farmaceutici personali. Non potevano poi mancare gli articoli su covid e 5G, e i riferimenti a un "piano per la pandemia" ideato dai ricchi per aumentare la diffusione dei vaccini. Il bestiario delle bufale è sintetizzato nell'infografica qui sotto, tratta e tradotta da Statista.com.

 

covid: complotti e complottismi
Il peso percentuale delle fake news sulla covid veicolate dai media americani. | Cornell University, via The New York Times

 

panacee. Il principale argomento di disinformazione è stato quello delle "cure miracolose" citate dal Presidente (dal disinfettante iniettabile agli antimalarici, fino alla cura a base di plasma - toccasana che però pare non siano stati scelti come terapia per curarlo dalla covid). I discorsi presidenziali sono risultati una cassa di risonanza mediatica potentissima per i vari rimedi citati, anche quando sconfinavano nel ridicolo: il 23 aprile Trump ha fatto intendere che disinfettanti e luce ultravioletta potessero curare la CoViD-19, e il giorno successivo sono comparsi oltre 30.000 articoli nella categoria "cure miracolose", contro i 10.000 dei giorni precedenti.

 

Purtroppo, soltanto il 16,4% dell'oltre un milione di notizie con riferimenti a fake news era formato da articoli di debunking, che citavano le bufale soltanto per demolirle. Come concludono amaramente gli autori: «La maggior parte della disinformazione sulla covid è veicolata dai media senza domande o correzioni».

 

15 ottobre 2020 | Elisabetta Intini