I segreti più disgustosi del corpo umano

Perché i viaggi in aereo incoraggiano certe "turbolenze"? Di che cosa è fatto il cerume? Che cos'è quella lana che si forma nell'ombelico? La scienza che nessuno (o quasi) ha il coraggio di raccontare.

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Preparate lo stomaco. Tappatevi il naso. State per iniziare un viaggio alla scoperta degli odori e delle secrezioni più sgradevoli prodotti dal nostro organismo. Sostanze e puzze che ci accompagnano da millenni e che, per quanto possano farci storcere la bocca, sono il naturale prodotto di fondamentali processi biologici, e come tali, meritevoli di studio. Eccole elencate una per una, insieme alle più interessanti curiosità scientifiche che le riguardano.

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Cerume. Ne esistono di due diversi tipi, "secco", o "umido", e dipende dal DNA. Le persone di origine caucasica o africana tendono ad averlo umido; le orecchie delle popolazioni asiatiche ne ospitano invece una varietà "secca". La distribuzione dell'uno o dell'altro è così prevedibile, che è stata usata persino per studiare i pattern migratori umani.
Ma a che cosa serve? Non è ancora chiaro: forse, per scoraggiare gli insetti ad avventurarsi nel canale auditivo, più probabilmente per lubrificare l'orecchio e catturare le impurità prima che ne raggiungano l'interno; altri ancora sostengono possa avere una funzione antibiotica (sempre che lo si possegga della giusta tipologia).

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Cerume umano al microscopio elettronico. La presenza di questa sostanza appiccicosa non è comunque sintomo di una scarsa igiene, ma il risultato della secrezione di speciali ghiandole (le ceruminose) unita a pelle morta, residui di peli e altri "scarti". Meglio evitare di rimuoverlo con un bastoncino cotonato: la pressione esercitata spinge il cerume più vicino al timpano, danneggiandolo, e senza la dovuta delicatezza si rischiano lesioni all'interno dell'orecchio. Per pulirsi è sufficiente passare un fazzoletto tutti i giorni nella parte più esterna dell'orecchio.

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Flatulenze. Di quante ne emettiamo e della loro composizione abbiamo già ampiamente trattato, una curiosità che le riguarda (e che forse in molti sospettavano) è che sono più frequenti in volo. Sull'aereo, a causa della ridotta pressione le riserve d'aria all'interno del nostro corpo si espandono, e quel litro di gas che normalmente espelliamo nell'arco di 24 ore quando siamo a terra ha bisogno del 30% di spazio in più. È perfettamente normale se in aereo sentite un maggiore bisogno di liberarvi (ma non fatelo, per pietà). Succede anche all'equipaggio: il 60% dei piloti riporta gonfiori addominali, una percentuale molto più alta di quella riferita dai normali impiegati d'ufficio. Forse anche per questo motivo molte compagnie aeree hanno iniziato ad usare filtri al carbone nei loro sistemi di ventilazione.

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Lo stesso problema si pone, in misura maggiore, per gli astronauti in missione. Un articolo scientifico del 1969 paventava il rischio di incendi a bordo dovuti alle esalazioni di gas all'interno delle cabine delle astronavi, ma fortunatamente le cose, sotto questo profilo, sono sempre andate lisce. Più recentemente l'agenzia spaziale canadese ha definito la soia fermentata il cibo ideale da mangiare nello spazio, perché ricca di probiotici che competono con i microbi che favoriscono le flatulenze.

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Ombelico. Avete presente quella lanuggine che ogni tanto riempie l'ombelico? Se alcune persone ne "collezionano" più di altre è dovuto soprattutto ai peli. È infatti la peluria che circonda quest'area a catturare fibre dai vestiti e a determinarne l'accumulo in questa cavità (non per niente, la lanetta in questione è spesso dello stesso colore della maglietta che indossiamo). Disgusto a parte, chi la ospita ha spesso un ombelico più pulito di chi non ce l'ha: il mucchietto di fibre tiene infatti alla larga altri residui (pelle, sudore, polvere) che si possono accumulare in questo luogo.

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Caccole. L'abitudine di estirparle dal naso riguarda il 96,5% della popolazione, e non solo in giovane età: chi è affetto da rinotillexomania, l'abitudine compulsiva di infilarsi le dita nel naso, arriva a superare i 20 "interventi" al giorno! Ma perché lo si fa? Sostanzialmente per pigrizia: il naso è estremamente facile da raggiungere, e le dita sono lo strumento più rapido per fare pulizia. Chi indulge in questo vizio (ed è sincero nelle interviste) dice di infilarsi le dita nel naso per rimuovere ostruzioni, per ragioni estetiche o per respirare meglio. O anche per... appetito: l'8% delle caccole rimosse viene mangiato (sono ricche di sodio, potassio, proteine, carboidrati e lipidi. Che cosa c'è nelle caccole?

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Sudore. È molto di più che una semplice evaporazione di acqua in eccesso. Il 7% del sudore, fatto poco noto, è costituito di urea, la sostanza che espelliamo anche con l'urina; sudiamo cloruri, composti importanti per mantenere il pH interno del nostro corpo, ma anche metalli come zinco, rame, ferro, nickel, piombo, e le sostanze veicolate attraverso il sudore mandano messaggi importanti. Diversi esperimenti hanno per esempio dimostrato che basta annusare magliette indossate da qualcuno che aveva sudato per la paura, per assumere una faccia spaventata, diversa da quella disgustata che faremmo davanti a un paio di calzini usati. La prova che il sudore può essere considerato un mezzo per veicolare particolari emozioni.

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Sporco negli occhi. Senza arrivare alle esagerazioni della foto, tutti noi ci alziamo con gli occhi da pulire. Ma come si forma quella sporcizia? Tutto parte da una ghiandola escretoria all'interno dell'occhio, detta di Meibomio, che secerne lo strato lipidico che riveste il film lacrimale, e consente alla parte più acquosa della lacrima di non evaporare immediatamente, mantenendo l'occhio idrato.
Di notte, i muscoli si rilassano e la secrezione lacrimale aumenta; la ghiandola di Meibomio secerne più lipidi, e mentre la temperatura corporea scende, parte del grasso che produce rimane solida, e si accumula all'angolo dell'occhio.
Entro certi limiti si tratta di un processo fisiologico; oltre, potrebbe essere sintomo di una congiuntivite in corso.

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Starnuti. Lasciamo perdere la questione del muco (ne abbiamo ampiamente parlato prima): vi siete mai chiesti perché alcune persone starnutiscono se esposte a fonti di luce diretta? Il fenomeno ha un nome scientifico preciso: è detto starnuto riflesso fotico, fotoptarmosi o sindrome ACHOO (un acronimo di Autosomal dominant Compelling Helio-Ophthalmic Outburst), è noto sin dall'antichità ma non è ancora del tutto stato spiegato. Potrebbe derivare dall'attivazione improvvisa, causata dalla luce, del sistema nervoso parasimpatico (che controlla molte azioni involontarie); potrebbe trattarsi di un'interferenza nel segnale del nervo ottico al cervello percepita dal nervo trigemino, che scambia la luce per uno stimolo irritante per il naso; o ancora, il sintomo di una maggiore attivazione della corteccia visiva, o un retaggio dell'evoluzione.

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Piedi puzzolenti. A farli puzzare di formaggio sono i batteri Brevibacterium, che si nutrono delle cellule di pelle morta e dello sporco che si accumula tra un dito e l'altro, e producono una sostanza di scarto puzzolente, il metantiolo. Gli stessi batteri sono anche utilizzati nella maturazione di un formaggio olandese. Tutto torna.

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Pus. Si tratta della sostanza viscosa di colore bianco-giallastro o bluastro, che si forma come reazione alla presenza di un'infezione batterica (per esempio in una ferita o in un foruncolo)
Se il pus è in una cavità chiusa e non ha la possibilità di uscire o di essere assorbito, si può formare un ascesso.
Nel pus sono presenti moltissimi leucociti (qui al microscopio), i globuli bianchi del sangue che muoiono e si disgregano mentre agiscono contro le infezioni batteriche. A questi si aggiungono i batteri morti e frammenti di materiale organico, per esempio di tessuto necrotizzato.

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Urina.Non potevamo non chiudere questo viaggio disgustoso che con le due sostanze di scarto più note. Tutti i mammiferi di grossa e media taglia (uomo compreso) impiegano più o meno 21 secondi per svuotare completamente la vescica. Un uomo adulto ne produce in media un litro e mezzo al giorno, circa 550 litri all'anno.
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Cacca. Le feci umane sono fatte per il 75% d'acqua, puzzano per colpa di alcuni composti soltanto, in particolare le tracce di zolfo e le le molecole di ammoniaca e trimetilammina, e secondo vari governi si potrà usare in un futuro non lontano per produrre corrente elettrica.
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Preparate lo stomaco. Tappatevi il naso. State per iniziare un viaggio alla scoperta degli odori e delle secrezioni più sgradevoli prodotti dal nostro organismo. Sostanze e puzze che ci accompagnano da millenni e che, per quanto possano farci storcere la bocca, sono il naturale prodotto di fondamentali processi biologici, e come tali, meritevoli di studio. Eccole elencate una per una, insieme alle più interessanti curiosità scientifiche che le riguardano.