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I nuovi poveri post-covid: sono più di quanti si temesse

Da 70 a 100 milioni di nuovi poveri, costretti a vivere con meno di 1,90 dollari al giorno: queste le stime (rivedute al rialzo rispetto ad aprile) della Banca Mondiale.

Bambino povero a Delhi
Un bambino raccoglie dei rifiuti a Delhi, India. | clicksabhi | Shutterstock

La Banca Mondiale ha rivisto al rialzo le stime fatte lo scorso aprile su quante persone vivranno in estrema povertà a causa della pandemia di CoViD-19. Gli esperti, pur sottolineando l'impossibilità di avere risposte certe in un momento in cui i dati variano di giorno in giorno, hanno fatto alcune previsioni sulla base di due scenari: uno ottimistico, immaginando che la pandemia si sviluppi come previsto e che le attività economiche riprendano entro qualche mese; uno, pessimistico, immaginando che i contagi aumentino e costringano i paesi a nuove chiusure e a un nuovo stop economico.

Due scenari. Nella migliore delle ipotesi, la Banca Mondiale stima una contrazione della crescita globale di circa il 5% nel 2020, e un aumento di 71 milioni nel numero di persone costrette a vivere in estrema povertà (ovvero con meno di 1,90 dollari al giorno); ipotizzando invece nuove chiusure e il ritorno di misure più restrittive, la crescita globale si contrarrebbe dell'8%, facendo salire le stime dei nuovi poveri estremi a 100 milioni.

In stallo. Prevedere cosa accadrà all'economia mondiale nel 2021 e negli anni a venire è ancora più difficile: gli esperti stimano una crescita economica globale del 4% per l'anno prossimo, ma prevedono che il numero di persone che vivono in estrema povertà rimarrà invariato tra il 2020 e il 2021. Questo perché nei paesi più poveri, come Nigeria, India e Repubblica Democratica del Congo, che si stima ospitino da soli un terzo di tutti i poveri del mondo, la crescita prevista della popolazione è maggiore rispetto a quella del PIL pro capite - o irrisoriamente minore, come nel caso dell'India, dove la popolazione crescerà dell'1% e il PIL pro capite del 2,1%.

Parola chiave: incertezza. L'India è uno degli stati che più preoccupano la Banca Mondiale. Gli ultimi dati disponibili sulla povertà nel Paese risalgono al biennio 2011-2012: se già era molto difficile avere un quadro preciso della situazione prima dello scoppio della pandemia, ora qualunque stima diventa praticamente impossibile.

 

«Le proiezioni sulla povertà nel mondo sono caratterizzate da grande incertezza», si legge sull'articolo pubblicato sul blog della Banca Mondiale. «Le stime sono in continuo divenire, e cambiano mano a mano che otteniamo maggiori informazioni e che la pandemia si sviluppa».

 

27 giugno 2020 | Chiara Guzzonato