I Neandertaliani contagiati dalle nostre malattie

A contribuire alla loro estinzione potrebbero essere stati i virus portati dai nostri antenati dall'Africa.

reu_rtr2avxd
Una famiglia di Neandertaliani in una ricostruzione al Neanderthal Museum di Krapina, in Croazia. | Nicola Solic/Reuters

Tante ipotesi sono state fatte su che cosa abbia portato alla scomparsa dei nostri cugini Neandertaliani, circa 40mila anni fa. Secondo uno studio appena uscito, a farli progressivamente estinguere potrebbero essere state le malattie che noi stessi, cioè Homo sapiens, portammo dall’Africa migrando nei territori degli uomini degli uomini di Neandertal. Infezioni come la tubercolosi, l’herpes, il verme solitario, l’ulcera sarebbero stati uno dei fattori che, minando progressivamente la loro salute, avrebbe contribuito a farli sparire.

 

Antiche malattie. Gli autori dello studio basano la loro ipotesi su scoperti recenti riguardo all’origine e alla datazione di diverse malattie avvenute con lo studio dei genomi degli agenti infettivi che li provocano. Fino a non molto tempo fa, si riteneva che questi mali avessero cominciato a diffondersi con l’inizio dell’agricoltura, 8mila anni fa, quando gli uomini iniziarono a vivere in comunità e a stretto contatto con gli animali, condizioni che facilitavano la trasmissione di virus e batteri.

 

Ma di recente la datazione è stata anticipata di decine di migliaia o addirittura milioni di anni. Helicobacter pylori, per esempio, il batterio che causa l’ulcera, infettò i primi ominidi in Africa almeno 88mila anni fa, ma in Europa è arrivato 52 mila anni fa, dunque circa 10mila anni prima che gli uomini di Neandertal si estinguessero.

 

Un altro candidato tra le possibili malattie che potrebbero essere state fatali per la sorte dei Neandertaliani è l’Herpes simplex 2, il virus che causa l’herpes genitale, che con tutta probabilità può essere stato trasmesso negli incontri sessuali - ormai dimostrati – tra “noi” e “loro”.

 


Piccole epidemie. “Per la popolazione neandertaliana dell’Eurasia, adattata alle malattie infettive tipiche di quell’area geografica, l’esposizione a nuovi patogeni portati dall’Africa può essere stata catastrofica” ha detto Charlotte Houldcroft dell’Università di Cambridge, autrice dello studio. Le epidemie portate in Europa da Homo sapiens non andrebbero però immaginate come quelle catastrofiche portate nel Nuovo Mondo dai conquistadores, che decimarono intere popolazioni nel continente americano. Dato che i Neandertaliani vivevano in piccole tribù di 15-30 cacciatori-raccoglitori, è più probabile che a soccombere siano state via via diverse tribù. E che, poco alla volta tutta la popolazione, indebolita sempre più da queste malattie croniche, si sia estinta.

 

14 aprile 2016 | Chiara Palmerini