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Gratis il farmaco che sembra funzionare contro il COVID-19

La Roche decide di distribuire gratis il medicinale contro l'artrite reumatoide, testato in Cina e ora in Italia, che sembra migliorare le condizioni polmonari dei pazienti con COVID-19.

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Il coronavirus SARS-CoV-2 raggiunge le vie respiratorie profonde, fino a interferire con la normale ossigenazione del sangue. | Shutterstock

La casa farmaceutica Roche ha annunciato che fornirà, "gratuitamente per il periodo dell'emergenza" legata all'epidemia di coronavirus, il Tocilizumab a tutte le Regioni che ne faranno richiesta. Si tratta dell'ormai famoso farmaco attualmente impiegato per il trattamento dell'artrite reumatoide (non ancora indicato per il trattamento della polmonite da Covid-19), ma sul quale la comunità scientifica sta puntando molto dopo l'inserimento nelle linee guida cinesi. L'azienda ha inoltre manifestato all'Aifa la disponibilità ad avviare uno studio clinico sull'efficacia e sicurezza di tocilizumab anche in questi pazienti.

 

Nuove speranze. Si tratta di un farmaco che contrasta la reazione eccessiva del sistema immunitario, all'origine di alcune delle più gravi complicanze del COVID-19 e che in questi giorni sembra offrire speranze ai pazienti con polmonite da nuovo coronavirus. Oltre che nella terapia contro l'artrite reumatoide, il medicinale viene impiegato anche per trattare la sindrome da rilascio di citochine, un effetto collaterale della terapia antitumorale CAR-T che consiste in un massiccio rilascio di molecole infiammatorie in risposta alle cellule immunitarie usate nel trattamento.

 

cura del sintomo. La polmonite causata dal coronavirus SARS-CoV-2, il sintomo più grave che in alcuni casi porta i pazienti in rianimazione, comporta un massiccio rilascio nelle vie respiratorie profonde di interleuchina-6, una molecola della classe delle citochine prodotta dall'organismo in risposta a danni dei tessuti. Conoscendo l'azione del tocilizumab nel contrasto della tempesta di citochine, i medici cinesi in prima linea nell'epidemia hanno trattato con il farmaco 21 pazienti, portandoli a un miglioramento nelle prime 24-48 ore.

 

Gli stessi risultati incoraggianti si stanno osservando in Italia su almeno otto pazienti con COVID-19 in cura a Napoli da un team coordinato da Paolo Ascierto, direttore SC Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative INT Pascale. Il farmaco riduce la risposta infiammatoria innescata dall'interleuchina-6 e con essa la sofferenza respiratoria dei malati. In poche parole sembra poter trattare con successo la polmonite da COVID-19 (ma non elimina il virus, contro il quale si stanno testando altri farmaci antivirali).

 

Collaborazione scientifica. Altri malati sarebbero già stati trattati con il farmaco e Bergamo, Fano e Milano, e ora si attende dall'Agenzia Italiana del farmaco un protocollo nazionale: l'AIFA avrebbe già comunque avviato un iter veloce per approvare l'uso negli ospedali dei farmaci efficaci contro il COVID-19. In Cina si sta testando il farmaco anche in una sperimentazione clinica più ampia con 188 pazienti, che dovrebbe concludersi il 10 maggio: i medici italiani auspicano alla creazione di un ponte di ricerca con i colleghi cinesi, in modo che i dati sull'utilizzo del farmaco vengano condivisi e analizzati in uno studio multicentrico internazionale.

12 marzo 2020 | Elisabetta Intini