Fibromialgia e insulino-resistenza sono collegate?

Tra le due condizioni potrebbe esserci un legame: i pazienti affetti dalla prima sembrano rispondere positivamente ai farmaci per diabetici, con la diminuzione del dolore cronico.

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Dolori muscolari, ai tendini e ai legamenti sono caratteristici della fibromialgia: si studiano nuove strade per alleviarli.|Shutterstock

Un gruppo di scienziati americani ha ridotto drasticamente il dolore cronico accusato da pazienti affetti da fibromialgia con un farmaco contro l'insulino-resistenza. La ricerca, ancora preliminare, pubblicata su PLOS One, potrebbe aprire la strada a strategie finora mai esplorate per il trattamento del dolore cronico, in questa e altre condizioni.

 

Un dolore che non ha fine. La fibromialgia è una malattia difficile da diagnosticare, che comporta dolori cronici generalizzati in tutto il corpo accompagnati da stanchezza persistente, problemi intestinali, difficoltà di concentrazione e altri disturbi. È stata a lungo considerata una malattia immaginaria, legata a condizioni psicologiche: ora invece è riconosciuta come patologia debilitante, anche se le sue cause - e di conseguenza le possibili terapie - non sono chiare.

 

Senza efficacia. L'insulino-resistenza è la scarsa sensibilità delle cellule all'insulina, l'ormone che permette all'organismo di metabolizzare gli zuccheri assunti attraverso il cibo, per usarli come "fonte di energia". Questa condizione è l'anticamera e la caratteristica principale del diabete di tipo 2.

 

Qualcosa in comune. Studi passati hanno collegato sia l'insulino-resistenza, sia la fibromialgia a problemi alla micro circolazione cerebrale. Gli scienziati dell'Università del Texas a Galveston si sono chiesti se l'anello mancante di questa relazione non fosse proprio l'insulino-resistenza: è possibile, cioè, che i pazienti con fibromialgia abbiano scarsa sensibilità all'azione dell'insulina?

 

Fibromialgia: la malattia fantasma
Lady Gaga, affetta da fibromialgia, ha sollevato l'attenzione su questa malattia, a lungo considerata "immaginaria". | Shutterstock

Analizzando il sangue di un campione di 23 pazienti, i ricercatori hanno dimostrato che molti, se non tutti quelli con fibromialgia potevano essere facilmente identificati dai livelli di emoglobina glicata (A1c) nel sangue, un valore che riflette la concentrazione media di zuccheri nel sangue negli ultimi due o tre mesi, e che serve nella diagnosi di pre-diabete.

 

I pazienti pre-diabetici con livelli più alti di A1c presentano un rischio aumentato di dolore centrale, un dolore riconducibile a una disfunzione del sistema nervoso centrale, presente nella fibromialgia e in altre condizioni patologiche. Il merito dello studio è stato indagare questo valore con una maggiore accuratezza.

 

Campanello d'allarme. Circa la metà dei pazienti con fibromialgia presenta valori di A1c considerati nella norma. Ma quando gli scienziati li hanno comparati con quelli di pazienti sani della stessa età, quelli dei soggetti con fibromialgia sono risultati molto più elevati. I valori ottimali di emoglobina glicata variano infatti con gli anni.

 

Un po' di sollievo. A questo punto, ai pazienti con fibromialgia è stata somministrata la metformina, un farmaco comunemente usato contro il diabete di tipo 2 e l'insulino-resistenza. Il trattamento ha sensibilmente migliorato i sintomi di dolore cronico riportati. Lo studio preliminare andrà supportato da ulteriori ricerche, per capire quanto questo legame tra le due condizioni sia solido, e se questa costituisca una possibile strada terapeutica.

 

13 Maggio 2019 | Elisabetta Intini