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Farmaci: da Corte Ue nuova bocciatura vendita fascia C fuori da farmacia

'Irricevibile' per giudici europei richiesta Tar Catania di pronuncia pregiudiziale

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| ADN Kronos

Roma, 3 lug. (AdnKronos Salute) - "Irricevibile" il ricorso del Tar di Catania sulla vendita dei farmaci di fascia C, non rimborsati dal Servizio sanitario nazionale ma con obbligo di ricetta. La sentenza della Corte Ue, depositata ieri, ribadisce le precedenti pronunce della stessa Corte in tema.

 

Una sentenza a cui plaude Federfarma che, in una nota, evidenzia la coerenza della decisione dei giudici: "E' in linea con una lunga serie di sentenze, europee e nazionali, che confermano come la normativa italiana che limita alla farmacia la distribuzione dei farmaci con obbligo di ricetta non solo è conforme al diritto comunitario, ma risponde pienamente alla necessità di tutelare la salute dei cittadini", dice Annarosa Racca, presidente di Federfarma, commentando la pronuncia della Corte sul ricorso dichiarato irricevibile, "anche in quanto privo di adeguate motivazioni".

 

La sentenza dei giudici europei risponde alla richiesta del tribunale siciliano di pronuncia sulla compatibilità nel procedimento avviato dal farmacista Davide Gullotta contro il ministero della Salute e l'azienda provinciale di Catania legato al rifiuto dell'autorizzazione di vendiata in una delle parafarmacie di Gullotta dei farmaci a carico dei cittadini con ricetta.

 

"La scelta operata dal legislatore italiano, infatti, è coerente - dice Racca - con il principio della programmazione, in base al quale le farmacie devono essere ripartite sul territorio in modo equilibrato per agevolare l’accesso al farmaco anche nelle zone disagiate e nei piccoli comuni. E questo dimostra che tale scelta è finalizzata ad assicurare il diritto alla tutela della salute dei cittadini, più importante del rispetto della tutela della concorrenza e del mercato".

 

"Questa ennesima sentenza sull’argomento conferma che la normativa italiana è orientata alla difesa della salute del singolo e della collettività e che qualsiasi intervento di deregolamentazione finirebbe per ridurre le garanzie per i cittadini", continua Racca, auspicando che il Parlamento voglia tenere conto di una giurisprudenza europea e italiana ormai consolidata, secondo la quale la ricetta in farmacia è un importante elemento di tutela per il cittadino.

 

3 luglio 2015 | ADNKronos