Salute

Estate: meduse 'affollano' coste, con caldo concentrate vicino a spiagge

Esperto Cnr, specie di altri mari trasportate da 'acque di zavorra' delle navi

Roma, 5 ago. (AdnKronos Salute) - La 'lunga estate calda' favorisce gli incontri ravvicinati con le meduse. Difficile, secondo gli esperti, stabilire se siano aumentate rispetto allo scorso anno. Certo è che sono più presenti sulle nostre coste. "Il prolungarsi dell'alta pressione ha comportato un riscaldamento dello strato superficiale delle acque e le meduse hanno difficoltà a scendere. Restano 'confinate' vicino alle coste e nella parte superficiale del mare e condividono, quindi, gli spazi con i bagnanti", spiega Mauro Marini, responsabile dell'Istituito scienze marine del Cnr di Ancona.

'Contare' le meduse non è facile. "Il sistema che utilizziamo - spiega all'Adnkronos Salute Marini - è quello delle segnalazioni, attraverso un'app, da parte dei bagnanti o di quanti le avvistano. Abbiamo, come network di ricerca, un sito - meteomeduse.it - su cui appare la mappa delle segnalazioni e ci sono informazioni per gli utenti. A oggi possiamo osservare che tutte le coste italiane sono interessate dal fenomeno, ad eccezione della foce del Po, dove le acque dolci tengono lontane le meduse". Ormai, spiega ancora l'esperto, "sono quasi 5 le settimane di alta pressione con tempo sostanzialmente stabile. Così le meduse, che si muovono solo in verticale e sono trasportate in orizzontale dalle correnti, restano nello strato alto del mare".

Un campionario sempre più variegato di specie, considerando che esemplari provenienti da altre zone del mondo sono state ritrovate nel Mediterraneo. "Si tratta di meduse che vengono trasportate con le acque di zavorra, quelle contenute nelle pance delle navi per l'equilibrio, caricate in altri mari con i diversi organismi marini". Gli esemplari catalogati "sono comparabili ai nostri, non ce ne sono di particolarmente pericolosi", dice Marini. Il contatto con queste 'creature' provoca dolore e bruciore che dura tra i 15 e 20 minuti se si ha l'accortezza di lavarsi subito, con l'acqua di mare, per liberare la pelle dalle tossine.

Insomma, l'incontro ravvicinato con le meduse è sicuramente poco piacevole ma, nella stragrande maggioranza dei casi, le conseguenze non sono gravi, come spiega Antonio Cristaudo, responsabile del servizio di dermatologia allergologica professionale e ambientale degli Ifo di Roma. "In generale - sottolinea l'esperto - i danni sono di lieve entità: arrossamento, prurito, bruciore. Si possono avere, invece, reazioni maggiori se si viene a contatto con più meduse, si viene toccati in più punti del corpo o si resta a contatto per lungo tempo".

Nella maggior parte dei casi, dunque, è sufficiente "lavare la parte irritata e mettere una crema lenitiva, magari all'ossido di zinco.

Se l'irritazione è maggiore, invece - continua Cristaudo - può essere utile una crema cortisonica. Il contatto, infatti, crea un'infiammazione e il cortisone è il farmaco con maggiore azione antinfiammatoria. Vanno evitate invece le creme antistaminiche sia perché sono meno efficaci, sia perché possono avere effetti collaterali fotosensibilizzanti. Da evitare anche l'ammoniaca che rischia di far aumentare l'irritazione".

Se poi si creano delle lesioni, magari perché ci si gratta per l'irritazione, per le eventuali infezioni "può essere usata una crema antibiotica. E se le lesioni sono in più parti del corpo anche un antibiotico sistemico", dice l'esperto sottolineando che per le reazioni più gravi, se per esempio il contatto è avvenuto sul viso o vicino ai genitali, "è sempre meglio rivolgersi al pronto soccorso. Anche perché, in casi veramente rarissimi, i contatti prolungati possono creare formazioni necrotiche con conseguenze complesse che vanno affrontate da personale specializzato", conclude.

5 agosto 2015 ADNKronos
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