Salute

Ebola, l'origine del virus e il paziente zero

Uno studio sul campo avrebbe individuato nei pipistrelli della frutta i vettori del virus: migrando, l'avrebbero trasportato dal Congo alla Guinea. Maggiori informazioni anche sul primo contagiato, un bambino di due anni.

La più grave epidemia di Ebola di sempre sarebbe stata veicolata da un piccolo mammifero migratore: il pipistrello della frutta paglierino (Eidolon helvum).

Com'è noto, ci sono almeno tre specie di pipistrelli (meglio conosciuti come volpi volanti) portatrici sane del virus Ebola, ma sarebbe stato proprio il pipistrello della frutta paglierino a portare il virus in Guinea, dove l'infezione è passata dagli animali all'uomo.

Il primo contagiato è stato - lo scorso dicembre - un bambino di due anni, nel remoto villaggio guineiano di Meliandoua.

Serbatoio naturale. A mettere insieme i pezzi del puzzle sull'origine del contagio che sta flagellando l'Africa occidentale è un gruppo internazionale di 17 epidemiologi e antropologi europei e africani, da tempo impegnato in una ricerca sul campo e le cui conclusioni verranno presto pubblicate in uno studio scientifico.

Per tre settimane gli esperti hanno indagato sulle abitudini degli abitanti della località dove è avvenuto il primo contagio ed esaminato esemplari di fauna locale, fino a identificare nelle colonie migratorie di pipistrelli della frutta i primi vettori del virus (confermando di fatto ciò che si sospettava da tempo).

Un lungo viaggio. Secondo Fabian Leendertz, ricercatore del Robert Koch Institute di Berlino che ha guidato lo studio, il ceppo di virus arrivato in Guinea sarebbe imparentato con il meglio conosciuto Zaire ebolavirus, identificato per la prima volta nella Repubblica Democratica del Congo (qui l'incredibile storia della sua scoperta).

A permettere al virus di viaggiare dall'Africa centrale a quella occidentale sarebbero stati i pipistrelli della frutta paglierini, capaci di migrare per lunghe distanze prima di rifugiarsi in gigantesche colonie vicino ai centri abitati e alle foreste.

Contaminazione. Non bisogna pensare però che la causa del virus risieda in un singolo esemplare capace di coprire, in volo, così tanti chilometri: i pipistrelli della stessa colonia si nutrono degli stessi frutti tropicali, che spesso si trovano a convidere, ed è possibile che il virus abbia viaggiato da un esemplare all'altro, tra una colonia e l'altra, e persino tra diverse specie, mutando di volta in volta mano a mano che si avvicinava.

I pipistrello della frutta paglierino (<i>Eidolon helvum</i>).

I pipistrello della frutta paglierino (Eidolon helvum). | Fritz Geller-Grimm

Il bambino di Meliandoua che per primo è stato contagiato, morto il 6 dicembre 2013 (e seguito a ruota dalla madre, dalla sorella, dalla nonna e da altri membri del suo villaggio) aveva probabilmente mangiato un frutto contagiato dai pipistrelli.

disastri a catena. Le epidemie passate sono legate invece al commercio e al consumo di bushmeat, la carne degli animali della foresta che veicolano il virus - come appunto i pipistrelli. Questa abitudine di sussistenza rimane viva a Meliandoua, come i ricercatori hanno avuto modo di constatare. Se l'origine del virus nei pipistrelli venisse confermata, le comunità dei villaggi contagiati potrebbero cercare di liberarsi dei chirotteri, uccidendoli. Un gesto che produrrebbe danni ecologici gravissimi, sottolineano gli esperti: i pipistrelli della frutta sono infatti importanti impollinatori.

Foto e curiosità sui pipistrelli
VAI ALLA GALLERY (N foto)

In Congo. E intanto proprio dalla Repubblica Democratica del Congo arriva un nuovo allarme contagio: si sospetta che 24 persone abbiano contratto il virus, e 13 di queste sono morte. Le prime analisi di laboratorio indicherebbero però che il virus responsabile di questa epidemia apparterrebbe a un ceppo diverso dallo Zaire Ebolavirus, che ha colpito l'Africa occidentale. La paziente zero sarebbe infatti una donna incinta del villaggio congolese di Ikanamongo, che ha cucinato e mangiato bushmeat per poi morire di febbre emorragica, e che non era mai stata in Africa occidentale. Il virus si sarebbe quindi diffuso nella sua comunità.

Il bilancio. La situazione in Congo desterebbe comunque minori preoccupazioni di quella in Guinea, Liberia, Nigeria e Costa d'Avorio perché lo stato dell'Africa centrale sarebbe più preparato a fronteggiare la malattia, di cui si ha una memoria storica. La conta dei morti in Africa centrale ha intanto raggiunto le 1552 persone, su 3.069 contagiati.

28 agosto 2014 Elisabetta Intini
Ora in Edicola
Scopri il mondo Focus. Ogni mese in edicola potrai scegliere la rivista che più di appassiona. Focus il magazine di divulgazione scientifica più letto in Italia, Focus Storia per conoscere la storia in modo nuovo ed avvincente e Focus Domande & Risposte per chi ama l'intrattenimento curioso e intelligente.

ll ritratto, le scoperte, il viaggio sul brigantino Beagle di Charles Darwin, il grande naturalista che riscrisse le leggi della vita e sfidò il pensiero scientifico e religioso del suo tempo. E ancora: la mappa delle isole linguistiche in Italia, per capire dove e perché si parla cimbro, occitano, grecanico o albanese; niente abiti preziosi, gioielli e feste: quando l'ostentazione del lusso era vietata; ritorno a Tientsin, un angolo di Cina “made in Italy”.

ABBONATI A 29,90€

La scienza sta già studiando il futuro di chi abiterà il nostro Pianeta. Le basi lunari e marziane saranno il primo step per poi puntare a viaggi verso stelle così lontane da richiedere equipaggi che forse trascorreranno tutta la vita in astronavi-città. Inoltre: quanto conta il sesso nella vita di coppia; i metodi più efficaci per memorizzare e ricordare; perché dopo il covid l'olfatto e il gusto restano danneggiati. E come sempre l'inserto speciale Focus Domande&Risposte ricco di curiosi quesiti ai quali rispondono studi scientifici.

ABBONATI A 29,90€
Follow us