Ebola, i devastanti effetti sul corpo umano

Come il virus attacca l'uomo. E ne devasta gli organi.
Da dove viene, come si prende Ebola , qual è la probabilità che il virus arrivi in Italia? Le risposte nello Speciale Ebola di Focus.

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Esposizione. Il virus Ebola si trova nei fluidi corporei delle persone infette. Il contagio passa attraverso il contatto con le mucose, ferite sulla pelle, gli occhi o tramite aghi infetti. L’aria e gli insetti non trasmettono il virus. I corpi delle persone morte a causa della malattia sono altamente contagiosi.

Anche senza opportune protezioni, dare la mano a una persona che ha Ebola o starle a lungo a pochi metri di distanza non è particolarmente pericoloso, ma sconsigliabile. Occorre sempre lavarsi le mani dopo aver toccato un malato. Per saperne di più su come si prende Ebola

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Incubazione. Dura tra i 2 e i 21 giorni, ma di solito sono necessari tra i 4 e i 10 giorni prima che i sintomi compaiano improvvisamente.

Ebola appartiene alla famiglia dei Filoviridae, virus che utilizzano l'RNA come materiale genetico. Nel suo bagaglio genetico ci sono 7 geni che codificano le informazioni necessarie per moltiplicarsi e per difendersi dal sistema immunitario dell’organismo ospite.

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L'attacco. Il virus si attacca alla superficie esterna di una cellula e viene inglobato dalla membrana cellulare, la prima protezione della cellula.

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La replicazione. Le proteine che rivestono il virus ingannano la membrana e il virus si moltiplica.

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La diffusione. Il virus esce dalla cellula e infetta altre cellule. Il meccanismo di uscita non è ancora chiaro. Sembra che i virus creino una protuberanza nella superficie della cellula, dalla quale poi si staccano mantenendo probabilmente uno strato protettivo intorno.

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Primi sintomi. Di solito, a una settimana dall’esposizione a Ebola, le persone iniziano ad avere i primi sintomi: febbre, tremori, dolori muscolari, mal di gola, debolezza e sensazione di disagio generalizzata. Durante i primi stadi, l’infezione porta a sintomi simili a quelli della malaria e delle infezioni virali all’apparato respiratorio.
Il virus attacca le cellule del sistema immunitario nella circolazione sanguigna, che una volta contagiate portano l’infezione al fegato, alla milza e ai linfonodi. Ebola blocca il rilascio di interferone, una proteina prodotta dal sistema immunitario per contrastare i virus.

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I primi danni al sistema circolatorio. Le proteine rilasciate dal sistema immunitario portano a un’ampia infiammazione che può danneggiare il rivestimento dei vasi sanguigni, causando delle emorragie.

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Problemi di coagulazione. Quando i macrofagi (le cellule del sistema immunitario chiamate a distruggere i virus) vengono attaccate da Ebola, rilasciano proteine che causano la coagulazione del sangue, ostacolando il flusso sanguigno verso organi quali il fegato, il cervello e i reni.

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Il sistema circolatorio collassa. I globuli rossi si sgretolano quando attraversano i vasi sanguigni più piccoli pieni di grumi di sangue coagulato. La milza, che è fatto da un reticolo di vasi sanguigni, subisce grandi danni.

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Emorragie. Man mano che le cellule nel fegato muoiono, il sangue perde la sua normale capacità di coagularsi, rendendo molto più rischiosa qualsiasi emorragia interna o esterna.
Nei casi di Ebola le forti emorragie non sono frequentissime, ma quando si verificano di solito avvengono nell’intestino.

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Sintomi avanzati. Dopo 5 o più giorni, i pazienti sviluppano sintomi identificabili chiaramente con una infezione da Ebola:
• sfoghi cutanei sul viso, sul collo, sul torso e sulle braccia, la pelle spesso inizia a sfaldarsi;
• diarrea, nausea e vomito;
• dolori al petto, fiato corto, mal di testa, stato confusionale, occhi arrossati;
• ematomi, emorragie cutanee;
• sanguinamento dagli occhi, dalle orecchie, dal naso, dalla bocca, dalle mucose e dal retto;
• aborti spontanei.

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Collasso di vari organi. Ebola danneggia molti tessuti nell’organismo, sia a causa delle infezioni causate dal virus stesso, sia per la risposta antinfiammatoria molto violenta che induce.
• Il collasso delle ghiandole surrenali causa una riduzione della pressione sanguigna e una minore capacità di produrre ormoni steroidei;
• i tessuti connettivi dell’organismo subiscono gravi danni;
• spesso si verificano insufficienza epatica e renale;
• l’infezione al pancreas può causare forti dolori all’addome;
• i danni all’intestino portano diarrea e forte disidratazione.

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Cervello. Nel cervello si accumulano fluidi che portano a nuove infiammazioni del sistema nervoso, con crisi e convulsioni che possono contribuire alla diffusione del virus nell’ambiente circostante.

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Morte. Chi muore di Ebola di solito sviluppa sintomi molto gravi e mortali in 6-16 giorni. Le cause finali della morte sono pressione sanguigna estremamente bassa, insufficienze di più organi e l’incapacità dell’organismo di superare l’infiammazione. Il tasso di mortalità può arrivare al 90%.
Nel caso di pazienti che sopravvivono, la febbre dura alcuni giorni; i sintomi gravi proseguono e i miglioramenti arrivano dal 6° all'11° giorno.
Il completo recupero avviene dopo mesi nei quali nei quali si verificano infiammazioni ai nervi, al fegato, occhi rossi e psicosi.

Da dove viene, come si prende Ebola , qual è la probabilità che il virus arrivi in Italia? Le risposte nello Speciale Ebola di Focus.

Esposizione. Il virus Ebola si trova nei fluidi corporei delle persone infette. Il contagio passa attraverso il contatto con le mucose, ferite sulla pelle, gli occhi o tramite aghi infetti. L’aria e gli insetti non trasmettono il virus. I corpi delle persone morte a causa della malattia sono altamente contagiosi.

Anche senza opportune protezioni, dare la mano a una persona che ha Ebola o starle a lungo a pochi metri di distanza non è particolarmente pericoloso, ma sconsigliabile. Occorre sempre lavarsi le mani dopo aver toccato un malato. Per saperne di più su come si prende Ebola