Ebola, i numeri dell'epidemia

Dalla distribuzione dei contagi alle previsioni per i prossimi mesi: 15 allarmanti cifre che danno il quadro dell'attuale situazione in Africa occidentale.

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Murales per sensibilizzare la popolazione sulle modalità di trasmissione di Ebola a Monrovia, Liberia. | AHMED JALLANZO/epa/Corbis

Anche se l'Occidente sembra gradualmente prendere coscienza della gravità di Ebola - è di pochi giorni fa l'intervento sul tema di Barack Obama, che ha parlato di rischio di "catastrofe umanitaria" - il reale impatto dell'epidemia può essere difficile da afferrare, da milioni di chilometri di distanza.

 

I numeri, però, presentano la situazione nella sua precisa, inquietante drammaticità. Ecco alcuni dati per comprendere meglio le dimensioni del fenomeno.

 

3.091 le persone uccise dal virus secondo le stime dell'OMS aggiornate al 23 settembre. I casi registrati finora sono 6.574, ma i numeri sono purtroppo in continua crescita.

 

200 le persone che muoiono di Ebola ogni giorno, in base ai dati dell'ONU. Nei due terzi dei casi, sono donne.

 

1,4 milioni la stima dei casi di contagio prevista dai CDC (Centers for Disease Control and Prevention) americani per il 20 gennaio 2015, se non cambia l'approccio con cui si affronta l'epidemia. Un numero impressionante anche se, come abbiamo visto, si tratta dello scenario peggiore, basato sul presupposto che ogni misura presa per contenere la diffusione del virus fallisca.

 

20 mila il numero di casi previsto dall'OMS per il 2 novembre, se non migliorano le misure di controllo. L'Organizzazione prevede un totale registrato di 5.740 casi in Guinea, 9.890 in Liberia, e 5.000 in Sierra Leone. Le stime, basate sugli attuali scenari di diffusione del virus, sono state pubblicate sul New England Journal of Medicine. Intervenire ora è fondamentale per arrestare una progressione esponenziale, spiega Hans Rosling in questo video (in inglese).

 

71% la percentuale di persone che, dopo aver contratto il virus, muore per i sintomi dell'infezione.

 

1,7 il numero di persone, in media, che ogni malato di Ebola infetta a sua volta.

 

16.435 il numero approssimativo di casi non ancora diagnosticati. I numeri ufficiali diffusi dall'OMS parlano di 6.574 persone contagiate, ma le stime dei CDC prevedono che l'attuale numero di casi sia 2,5 volte più alto rispetto ai dati ufficiali.

 

Il nostro speciale sul virus Ebola: 8 cose da sapere e gli ultimi aggiornamenti sull'epidemia

 

15 giorni il tempo in cui i casi di Ebola raddoppiano in Liberia, sempre in base ai calcoli dei CDC americani. In Sierra Leone, grazie alle migliori misure anticontagio, i casi raddoppiano in 30 giorni.

 

82% la percentuale di pazienti contagiati da Ebola che, in Liberia, è curata fuori dagli ospedali o dai centri specializzati, una condizione indispensabile per ridurre i rischi di trasmissione. Per impedire al virus di diffondersi ulteriormente, questa percentuale andrebbe ridotta almeno al 30%. Ma il numero di letti disponibili per i malati nelle strutture ospedaliere è ancora - in Liberia e non solo - largamente insufficiente.

 

21 giorni il tempo massimo di incubazione del virus (il minimo è 2 giorni). I pazienti non sono infettivi finché non sviluppano i primi sintomi (ricordiamo che il virus si diffonde attraverso i fluidi corporei). Tuttavia, maggiore il tempo di incubazione, minori saranno le chances di ricevere cure immediate e di guarire.

 

7 settimane l'arco di tempo in cui un uomo, guarito dal virus, può ancora trasmetterlo attraverso il suo liquido seminale.

 

54,2% la percentuale di operatori sanitari morti per il contagio da Ebola, pur essendo ben informati sulle misure anti-trasmissione e pur avendo rapido accesso alle cure.

 

20 volte. Per contenere l'emergenza servirebbe un numero di operatori sanitari pari a 20 volte tanto quello attualmente disponibile, secondo i dati delle Nazioni Unite.

 

1 miliardo di dollari (oltre 790 milioni di euro). A tanto ammontano i finanziamenti che, secondo l'ONU, saranno necessari, nei prossimi 6 mesi, per provvedere a spese sanitarie, cibo, acqua e materiali ospedalieri.

 

14 volte. L'attuale epidemia è 14 volte più estesa, e grave, dell'ultima più grave epidemia di Ebola della storia, consumatasi in Uganda nel 2000 (in quel caso morirono 425 persone). Ciò che colpisce è la velocità con cui il contagio ha assunto le attuali proporzioni: già a marzo l'epidemia era 8 volte più grave di quella ugandese (perché l'attuale epidemia è così difficile da arginare).

 

2° posto. Prima della diffusione dell'epidemia, Sierra Leone e Liberia erano Paesi in forte crescita economica. Nel 2013 il tasso di crescita del PIL della Sierra Leone era del 13,3% (secondo posto nella classifica del tasso di crescita reale). La Liberia, con una crescita dell'11% si trovava all'11mo posto in classifica.

 

L'Italia, per intenderci, è 211esima, e gli Stati Uniti 157esimi. Anche la ripresa economica, passata l'emergenza Ebola, subirà le conseguenze dell'epidemia, e sarà difficile che i paesi colpiti ritornino alla crescita precedente.

 

30 settembre 2014 | Elisabetta Intini