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Dormire più a lungo aiuta a seguire una dieta e a mangiare meno zuccheri

Volete mangiare meglio? Puntate sulla qualità del sonno: aumentare le ore di riposo riduce l'assunzione di alimenti molto calorici nel giorno successivo. 

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Dormire non riduce soltanto le incursioni notturne al frigorifero: migliora anche la dieta del giorno successivo.|Shutterstock

Per il 2018 vi siete ripromessi di migliorare l'alimentazione? Provate a dormire di più: in base a uno studio britannico, un'adeguata quantità di sonno aiuta a ridurre gli slanci verso i carboidrati e gli alimenti - o le bibite - ricchi di zuccheri. Un trucco per ritornare in forma senza troppe rinunce e sensi di colpa potrebbe essere, quindi, concentrarsi sulla qualità e la durata del proprio riposo.

 

Buoni consigli. Gli scienziati del King's College London hanno indagato il rapporto tra sonno e alimentazione in 42 volontari. A metà di essi è stata fornita una consulenza su come ottimizzare il proprio riposo (ridurre la caffeina nelle ore serali, stabilire una routine di fine giornata, non andare a letto appesantiti dal cibo, o affamati), l'altra metà non ha ricevuto alcun consiglio. I partecipanti hanno poi tenuto nota delle ore di sonno e del cibo assunto nei 7 giorni successivi, e indossato tracker da polso per monitorare l'attività notturna.

meno attacchi di fame. Le dritte hanno funzionato: l'86% dei volontari è rimasto a letto più a lungo dopo le istruzioni, e la metà di essi ha aumentato la durata del sonno da 52 a 90 minuti a notte, rispetto a prima dell'esperimento. L'estensione del sonno è stata associata a una riduzione della quantità di zuccheri assunti - negli alimenti processati, nelle bibite o nei piatti cucinati a casa - di 10 grammi al giorno in media. Chi era riuscito a dormire di più ha anche diminuito l'assunzione di carboidrati, come riporta lo studio pubblicato sull'American Journal of Clinical Nutrition.

 

Squilibri ormonali. Le ragioni non sono specificate (l'articolo completo non è ancora disponibile), ma hanno probabilmente a che fare con l'alterazione degli ormoni che regolano il senso di sazietà, tipica di quando non si dorme a sufficienza.

 

Studi passati avevano già stabilito un nesso tra un riposo inadeguato e l'aumento di slanci verso cibi grassi o molto calorici.

 

Uno studio del 2011 che aveva seguito 1500 persone di mezza età per sei anni aveva evidenziato inoltre come chi nel frattempo era diventato obeso, avesse dormito in media 6,3 ore a notte, contro le 7,2 di chi aveva un peso corporeo sano.

 

 

14 Gennaio 2018 | Elisabetta Intini