Salute

Dislessia: una possibile causa è negli occhi

In chi è affetto dal disturbo, i fotorecettori della retina sono disposti in modo simmetrico in entrambi gli occhi. Così il cervello va in confusione, perché riceve immagini "speculari".

Una delle cause della dislessia potrebbe nascondersi all'interno della retina ed essere correlata alla prima soglia della percezione visiva. Due scienziati dell'Università di Rennes (Francia) sostengono che alla base del disturbo dell'apprendimento - che solo in Italia interessa 1,9 milioni di persone e che si manifesta con difficoltà nella lettura - possa esserci un'anomala distribuzione di alcuni fotorecettori, i neuroni specializzati nel tradurre il segnale luminoso in informazione chimica.

Nelle persone con dislessia, queste cellule sembrerebbero distribuite in modo simmetrico in entrambi gli occhi, a differenza di quanto accade in chi non manifesta il disturbo.

Corsia preferenziale. Gli esseri umani non hanno soltanto un braccio dominante, ma anche un occhio dominante (più spesso il destro). Ciascun occhio acquisisce un'immagine leggermente diversa della scena, e sta poi al cervello risolvere eventuali ambiguità prediligendo una delle due, in base a un principio di "non simmetria".

Immagine al microscopio di coni (in rosso) e bastoncelli (in verde) nella retina umana. © National Eye Institute, Flickr

Cancelli per i colori. I segnali luminosi sono catturati da due tipi di fotorecettori, i coni e i bastoncelli. I primi sono responsabili della percezione dei colori. Esistono almeno tre tipi di coni - per il rosso, per il verde e per il blu - che si concentrano nella zona centrale della retina (la fovea).

Nessuna preferenza. Esiste però una zona circoscritta di 0,10-0,15 millimetri di diametro, in cui i coni sensibili al blu sono del tutto assenti. Questa sorta di "buco" è, nelle persone non dislessiche, circolare nell'occhio dominante e di forma irregolare nell'altro occhio. Nelle persone con dislessia, quest'area risulta invece ugualmente circolare in entrambi gli occhi e ciò si traduce nella mancanza di un segnale dominante.

Proprio l'assenza di asimmetria potrebbe essere all'origine di stimoli che vanno a confondere il cervello, che si trova a gestire immagini "speculari" (non per niente chi soffre di dislessia spesso confonde la b e la d).

«Per gli studenti dislessici gli occhi sono equivalenti, e il cervello deve basarsi pertanto su due versioni lievemente diverse di una scena», affermano gli scienziati su Proceedings of the Royal Society B.

Si può intervenire? La buona notizia è che questa causa di dislessia potrebbe essere trattabile. I ricercatori hanno sottoposto a rapidissimi flash di lampada a LED, non percepibili dall'occhio umano, i soggetti con dislessia mentre leggevano, per "cancellare" una delle due immagini e ridurre il conflitto. Ulteriori studi ed esperimenti permetteranno di appurare quanto questa tecnica sia realmente efficace.

18 ottobre 2017 Elisabetta Intini
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