Scienza

Dieta: app da usare con cautela

Le app per il controllo delle calorie e per perdere peso possono fare danni: la questione è soprattutto (ma non solo) la dipendenza che sembrano in grado di creare in chi le usa.

Alcuni dei commenti postati da utenti di app per controllare calorie e dieta, come MyFitnessPal, LoseIt! o Lifesum, sono sconcertanti: "digiuno totale", "ho mangiato troppo e odio la mia vita", "fallimento, grassone!".

«Sceglievo solo cibi che potessero essere inseriti in MyFitnessPal», racconta un giovane 21enne inglese finito poi ricoverato per curare i suoi disturbi alimentari: «mi pareva di avere tutto sotto controllo, ma in realtà era l'app a controllare me.» Su questo particolare aspetto del rapporto con l'app, c'è chi confessa di esserne stato talmente terrorizzato da essere arrivato al punto di pesare le foglie dell'insalata.

Alcune delle testimonianze rivelano certamente delle fragilità personali che nulla hanno a che fare con le app stesse, ma gli esperti (medici e psicologi che si occupano di problemi della nutrizione) invitano comunque le società a moderare i contenuti della messaggistica delle loro app e, soprattutto, a offrire una "prima linea di supporto" alle persone in difficoltà. «Tra chi mostra di avere disturbi dell'alimentazione», commenta Tom Quinn, nutrizionista che opera per un'associazione che sostegno alle persone con disturbi dell'alimentazione, «sono in molti a contare le calorie per controllare i progressi fatti nella perdita di peso. Le app possono favorire tali comportamenti e rendere più difficile la guarigione.»

Che fare? In risposta a un'inchiesta giornalistica della BBC che aveva messo in luce proprio queste problematiche delle app per perdere peso, un portavoce della statunitense MyFitnessPal ha dichiarato che i commenti impropri e inappropriati sono stati cancellati, e che l'azienda si impegna a monitorare gli interventi. Più o meno altrettanto ha fatto LoseIt!, mentre la svedese Lifesum dichiara anche di aver messo a disposizione dei suoi utenti un nutrizionista.

Sembra però difficile che si possa per davvero controllare il flusso di messaggistica di app di successo come queste, scaricate da molte centinaia di migliaia di persone, monitorando anche l'umore di chi lascia messaggi (che potrebbe essere una persona molto fragile): il vero e unico consiglio giusto per chi ha un problema di alimentazione è di rivolgersi a un medico. Le app devono restare un di più: poco più di un gioco.

24 luglio 2019 Chiara Guzzonato
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