Depressione: che cosa c'è da sapere

Come prevenirla, come riconoscerla e curarla. Domande e risposte per imparare a conoscere il male di vivere.

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Le frasi sono ormai nell’uso comune: “sono giù”, “sono depresso”, “mi sento svuotato”. La vita, insieme alle gioie, somministra anche periodi difficili: un lutto, la perdita del lavoro, un esame importante da rifare, dissapori in famiglia, un divorzio, la pensione, la menopausa, la perdita della giovinezza, una malattia, tutte evenienze difficili da superare. Di solito questi episodi durano 4-6 mesi, poi passano e l’umore torna ai livelli di partenza. Ma se in questo periodo se ci si rivolge al medico, la risposta è spesso una pillola e questo spiega perché da anni la vendita di antidepressivi continui ad aumentare.

 

L’Agenzia del farmaco segnala che fra il 2000 e il 2009 il consumo di antidepressivi in Italia è aumentato del 76% ([1]). Nulla di strano: gran parte dell’informazione dei medici viene fatta dalle aziende farmaceutiche che hanno tutto l’interesse a vendere pillole. E anche molta dell’informazione che circola sui mass media, televisione compresa, è condizionata dalle aziende farmaceutiche. Inoltre la pillola è una risposta facile: il paziente esce dallo studio soddisfatto. Ma non sempre è la risposta corretta [2] e a volte è addirittura sbagliata e dannosa. Facciamo chiarezza.

 

L’Italia ha un particolare problema di depressione?

No, anzi: l’Italia ha la grande fortuna di avere molte giornate di sole e di luce, e questo previene gran parte dei casi di depressione. L’incidenza della depressione maggiore infatti è molto inferiore [3] rispetto agli altri paesi del mondo: il rischio è del 3% contro il 6% della Francia, il 5,3% dell’Olanda e la prevalenza, cioè le persone che hanno sofferto di una crisi depressiva nell’arco di tutta la vita, è del 10% in Italia contro il 18,8% dell’Olanda, il 21,4% della Francia, il 14,5% del Belgio. Trasportando queste percentuali in numeri si può dire che 1,8 milioni di Italiani sono in questo momento depressi e circa 6 milioni ne soffriranno o ne hanno sofferto nell’arco della vita.

 

Si può prevenire la depressione?

Certamente sì: chi sa di avere consanguinei che hanno sofferto di depressione è bene che inizi con la prevenzione e quindi adotti uno stile di vita regolare: andare a letto sempre alla stessa ora e alzarsi sempre alla stessa ora; fare molta attività fisica preferibilmente all’aria aperta; avere un’alimentazione prevalentemente vegetale con l’aggiunta di pesce; una vita sociale ricca sembrano essere tutti fattori di prevenzione. E non fumare e non bere più di 1-2 bicchieri di alcolici (birra e vino) al giorno.

 

Si può risollevare l’umor nero?

Certo: stare al sole o sotto lampade che ne imitino la luce [4] per esempio migliora il tono dell’umore. Anche fare attività fisica regolare: camminare a passo veloce, pedalare in campagna, fare una partita a calcetto, sciare, meglio se l’attività fisica si svolge all’aria aperta. Praticare tecniche di rilassamento [5] e ascoltare musica [6]. Questi secondo il Nice, (National Institute of Clinical Excellence Britannico [7] sono i primi interventi efficaci.
 

Che cosa fare negli adolescenti depressi?

Negli adolescenti bisogna fare particolare attenzione e intervenire soprattutto nella prevenzione. Irregolarità della vita, poche ore di sonno, uso di sostanze d’abuso (fumo, alcol e altre in genere), vita prevalentemente notturna con scarsa esposizione alla luce e vita sedentaria al computer o davanti alla televisione possono predisporre alla depressione. Nel caso dei giovani intervenire sullo stile di vita è particolarmente importante perché su di loro gli antidepressivi aumentano il rischio di suicidio [8] nei primi due mesi di uso tanto che l’Fda ha richiesto che questo rischio sia particolarmente evidenziato.

 

Che cosa fare se non bastano?

Il prestigioso Nice britannico (National Institute for Health and Clinical Excellence) nelle sue linee guida [9] consiglia la psicoterapia comportamentale di gruppo. A volte il cattivo umore dipende da come si guarda alla vita. In Italia purtroppo il Servizio Sanitario Nazionale ha una grave lacuna nel campo delle psicoterapie, lacuna che invece altri servizi sanitari pubblici, come quello britannico, hanno da tempo colmato. Nel servizio sanitario italiano invece le terapie cognitivo comportamentali sono poco rappresentate, e questo nonostante uno studio britannico [10] abbia dimostrato che la cifra spesa in 11 anni (1991-2001) in antidepressivi (pari a 450 milioni di euro) dal sistema sanitario britannico avrebbe consentito di assumere 7700 psicoterapeuti numero sufficiente a fornire 6 sedute di terapia cognitivo comportamentale l’anno (considerate sufficienti!) a oltre 1,5 milioni di pazienti: terapie prive di effetti collaterali e considerate più efficace e di efficacia più duratura della terapia farmacologica.

 

Quando la depressione diventa una malattia da curare con i farmaci?

Il  Nice [11] (National Institute of Clinical Excellence) consiglia di abbinare alla psicoterapia anche i farmaci solo nei casi di depressione moderata e maggiore, le due forme più grave della depressione.

La diagnosi di depressione moderata, secondo il Dsm-IV, bibbia degli psichiatri americani adottata anche dal Nice, richiede che siano presenti almeno 5 sintomi sui 9 qui sotto elencati e che la presenza di questi sintomi sia verificata in parecchie sedute:

 

1. Umore depresso per la maggior parte del giorno quasi ogni giorno

2. Marcata diminuzione di interesse o piacere per tutte o quasi tutte le attività per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno

3. Consistente perdita di peso, in assenza di dieta, o consistente aumento di peso, oppure diminuzione o aumento dell’appetito quasi ogni giorno

4. Insonnia o eccesso di sonno quasi ogni giorno

5. Agitazione o rallentamento psicomotorio quasi ogni giorno

6. Affaticabilità o mancanza di energia quasi ogni giorno

7. Autosvalutazione o sentimenti eccessivi o inappropriati di colpa presenti quasi ogni giorno

8. Diminuzione della capacità di pensare e di concentrazione, o difficoltà a prendere decisioni quasi ogni giorno

9. Pensieri ricorrenti di morte, ricorrente ideazione suicida senza elaborazione di piani specifici, oppure un tentativo di suicidio o l’elaborazione di un piano specifico per commettere suicidio.

 

Questi sintomi devono essere presenti per almeno 2 settimane e ogni sintomo deve essere presente in modo sufficientemente grave per l’intera giornata e tutti i giorni, e questo nonostante si siano attuati tutti gli interventi non farmacologici.

 

Gli antidepressivi servono?

Servono, abbinati alla psicoterapia comportamentale, nei casi di depressione media e grave. Non servono molto, ma un po’ servono, e vale la pena assumerli solo in questi casi. Uno studio ha analizzato tutti i dati presentati all’Fda (l’agenzia Usa che autorizza i farmaci) sull’efficacia delle molecole. E ha concluso che la differenza di risultato fra il placebo e gli antidepressivi era dovuta alla riduzione dell’effetto placebo non all’aumento dell’effetto antidepressivo [12].  Ne’ funzionano meglio gli antidepressivi triciclici. Gli studi non finanziati dall’industria dimostrano infatti che anche questi non hanno più efficacia del placebo, cioè delle pastiglie che il paziente crede siano una cura, ma di fatto non contengono principi attivi [13] di un antidepressivo.

 

Quanto impiegano gli antidepressivi prima di essere efficaci?

Mediamente gli antidepressivi detti inibitori del reuptake della serotonina impiegano 15 giorni per cominciare a essere efficaci. Se dopo 2-4 settimane la situazione non migliora, vuol dire che quell’antidepressivo non è efficace. E bisogna tornare dal medico per verificare se è il caso di cambiare la molecola o il tipo di antidepressivo. Anche se il farmaco è efficace bisogna comunque verificare con il medico ogni 2 settimane che tutto proceda al meglio e in quella occasione segnalargli la comparsa di ogni nuovo disturbo. Pochi infatti parlano degli effetti collaterali [14] degli antidepressivi che pure non sono da sottacere: aumento di peso, calo del desiderio e dell’erezione, emorragie negli anziani. E questi spiegano perché gli antidepressivi sono da prendere solo se il rischio giustifica il beneficio.

Quando si comincia a stare meglio non bisogna interrompere l’antidepressivo se non con il consenso del medico. Di solito una terapia non dura meno di 6 mesi e per interromperla bisogna effettuare una dose a scalare (gradualmente diminuire) per circa 4 settimane, non si deve interrompere improvvisamente.

 

Che cos’è l’agomelatina?

È un antidepressivo autorizzato da poco per la terapia degli episodi di depressione maggiore (quelli veramente gravi). Ema, l’agenzia europea che autorizza i farmaci, ha precisato [15] che questa molecola ha effetti collaterali più gravi degli altri antidepressivi, soprattutto a danno del fegato e costa molto di più. Ciò nonostante ha pensato che per i casi di depressione molto grave, in cui è a rischio la vita del paziente, se gli altri farmaci con meno effetti collaterali non sono efficaci, allora nel bilancio rischio/beneficio può essere sensato ricorrere a questo farmaco. Anche il Nice britannico sta analizzando il caso dell’agomelatina [16] solo nei pazienti con depressione grave nel caso in cui gli altri farmaci fossero inefficaci.

 

Cosa fare quando si è interrotta una terapia e si sta meglio?

Bisogna fare prevenzione: avere uno stile di vita regolare ecc. vedi domande precedenti.

 


Note e bibliografia

[1] L’uso dei farmaci in Italia 2009 Rapporto nazionale anno 2009 http://www.agenziafarmaco.it/sites/default/files/Rapporto_OSMED_2009_finale_13072010_0.pdf

[3] De Girolamo G, Polidori G, Morosini P et al La prevalenza dei disturbi mentali in Italia. Il progetto Esemed-Wmh. Una sintesi http://www.epicentro.iss.it/temi/mentale/esemed.pdf  

 

[7] NICE clinical guideline 90 Depression: the treatment and management of depression in adults (partial update of NICE clinical guideline 23) http://www.nice.org.uk/nicemedia/live/12329/45888/45888.pdf

[8] Fda, New Warnings Proposed for Antidepressants: Warnings about increased risks of suicidal thinking and behavior in young adults ages 18 to 24 during initial treatment (generally the first one to two months). http://www.fda.gov/ForConsumers/ConsumerUpdates/ucm048950.htm

[10] Hollinghurst S. et al. Opportunity cost of antidepressant prescribing in England: analysis of routine data. BMJ 2005;330:999

[11] NICE clinical guideline 90 Depression: the treatment and management of depression in adults (partila update of NICE clinical guideline 23) http://www.nice.org.uk/nicemedia/live/12329/45888/45888.pdf

20 Gennaio 2011