Salute

Condividere la vita di tutti i giorni con qualcuno riduce il rischio di demenze

Vivere con qualcuno ed essere coinvolti in progetti comunitari sono i fattori sociali più efficaci nel diminuire le probabilità di sviluppare demenze.

Circondatevi di affetti, coltivate l'impegno sociale: sono ricette per vivere felici, ma anche per vivere in salute e proteggere il cervello dalle demenze. È l'invito contenuto in uno studio pubblicato su Lancet Healthy Longevity, che ha trovato che condividere la vita di tutti giorni con qualcuno ed essere coinvolti in progetti comunitari sono i due fattori sociali più importanti per prevenire il declino cognitivo. In una frase, e magari fosse così semplice, non sentirsi mai soli è una sensazione associata a un più lento deterioramento delle abilità mentali.

Il cervello ama la compagnia. Il fatto che la scarsità di interazioni con gli altri, le ristrette cerchie amicali e una vecchiaia in solitudine siano fattori di rischio per il declino cognitivo è talmente ben appurato, che si stima che soltanto concentrandosi sul contrasto all'isolamento sociale si preverrebbe il 4% dei casi mondiali di demenze. Tuttavia la maggior parte degli studi su questo tema si sono concentrati - come spesso accade nelle indagini scientifiche - sulla popolazione di Europa e Nord America, mescolando inoltre diverse variabili che indicano una buona socialità. Insomma era difficile capire quali fossero, di preciso, i comportamenti sociali più importanti per prevenire le demenze.

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Dividere il tetto e darsi da fare. Gli scienziati del Centro per un sano invecchiamento cerebrale dell'Università del New South Wales di Sydney (Australia) hanno analizzato un'ampia gamma di parametri per la misurazione delle connessioni sociali in circa 40.000 persone e in 13 studi svolti in sei continenti, con l'obiettivo di capire l'associazione tra le diverse attività e il tasso di cambiamento annuale nelle funzioni cognitive.

Hanno così scoperto, e in uno studio finalmente rappresentativo, che dividere la casa e la vita con una o più persone e impegnarsi settimanalmente in un'attività comunitaria sono i fattori che più di tutti sono associati a un minore declino cognitivo. Inoltre - e non sorprendentemente - è stata trovata un'associazione tra il non sentirsi mai soli e un più lento e graduale invecchiamento del cervello.

Teniamone conto. Non sembrano invece fare la differenza per la salute cerebrale (anche se la fanno per la qualità di vita), il grado di supporto sociale (la rete di contatti pronti ad aiutare), l'avere un confidente fisso, o la soddisfazione per le proprie relazioni. Il risultato dello studio è rilevante per la salute pubblica: se fosse considerato con serietà potrebbe essere sfruttato per la prevenzione sociale dell'Alzheimer e di altre demenze, ed essere implementato nei programmi di supporto alla terza età.

26 ottobre 2022 Elisabetta Intini
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