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Dal MIT un pannolino che invia una notifica sullo smartphone quando è bagnato

Grazie a un sensore che rileva l'umidità, il nuovo pannolino farà dire addio a infezioni e arrossamenti. Ecco perché è innovativo.

Pannolini
I pannolini vennero inventati nel 1961 da Victor Mills, ingegnere chimico americano e fondatore dell'azienda Pampers. | Oksana Kuzmina | Shutterstock

Oltre a provocare urla e pianti più o meno disperati, un pannolino bagnato se indossato troppo a lungo può causare ai neonati delle fastidiose irritazioni alla pelle o, nei casi più gravi, infezioni di vario genere. I ricercatori del MIT (Massachussets Institute of Technology, USA) hanno studiato una soluzione per ovviare a questi problemi: un sensore che, posizionato nel pannolino, ne rileva l'umidità, e quando è ora di cambiarlo avvisa chi si prende cura del neonato tramite una notifica sullo smartphone o sul computer.

Com'è fatto? Il sensore, un tag di identificazione a radiofrequenza (RFID) passiva, è posizionato sotto a uno strato di polimero super assorbente, un tipo di idrogel usato normalmente nei pannolini per assorbire l'umidità. Quando l'idrogel è bagnato, il materiale si espande diventando conduttivo, e il tag RFID invia un segnale radio a un dispositivo che si trova nel raggio di un metro.

 

Vantaggi. I ricercatori del MIT non sono i primi ad aver ideato un "pannolino intelligente", ma il loro sensore si distingue dagli altri per due principali motivi: è usa e getta e molto economico da produrre. Costa infatti meno di due centesimi di dollaro a pezzo: una bella differenza rispetto ai 249 dollari ai quali viene venduto il sensore bluetooth della Huggies (che però, a differenza del tag RFID, rileva anche… la cacca), e ai 75 dollari di quello della Pampers (che dura un anno e, oltre all'umidità, rileva anche i ritmi del sonno). Il fatto che sia usa e getta lo rende inoltre più comodo rispetto agli altri due sensori, che devono invece essere ricaricati e puliti dopo ogni uso.

Nonni e nipoti. A beneficiare di questa nuova tecnologia potrebbero essere non solo i bebè: «I pannoloni vengono utilizzati anche da pazienti anziani, allettati o non autosufficienti», spiega Pankhuri Sen, ricercatrice del MIT che ha partecipato allo studio. «Il sensore sarebbe utile per avvisare gli infermieri quando è ora di cambiare un paziente, prevenendo irritazioni o infezioni delle vie urinarie». I pannolini intelligenti potrebbero inoltre aiutare a identificare problemi di salute, come segnali di stitichezza o incontinenza, sia nei neonati che nei più anziani.

 

27 febbraio 2020 | Chiara Guzzonato