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Dal CERN un innovativo ventilatore polmonare per i malati di CoViD-19

Dal CERN arriva un ventilatore polmonare economico, senza brevetto e che funziona anche a batteria: aiuterà ad alleggerire le strutture di terapia intensiva.

LHC
I giganteschi magneti dell'LHC, il più potente acceleratore di particelle al mondo. | Belish / Shutterstock

Il CERN ha progettato un ventilatore polmonare da utilizzare nei casi più leggeri di CoViD-19 e su chi è in via di guarigione, liberando gli attuali macchinari di terapia intensiva per i casi più gravi. I primi modelli saranno pronti per essere testati negli ospedali nel giro di qualche settimana: «Stiamo impegnando anche noi risorse e competenze per aiutare nella lotta contro la pandemia da CoViD-19», ha dichiarato il direttore generale, Fabiola Gianotti, da poco riconfermata alla guida del più importante e prestigioso centro al mondo per lo studio della fisica delle particelle.

Pratico ed economico. Per disegnare il nuovo ventilatore polmonare il team di fisici e ingegneri, normalmente impegnato a lavorare nell'acceleratore di particelle più potente al mondo, il Large Hadron Collider (LHC), si è ispirato ai macchinari utilizzati per regolare i flussi di gas dei rilevatori di particelle. Il risultato è un ventilatore economico, che può essere alimentato con batterie, pannelli solari o generatori di emergenza, rendendone quindi possibile l'uso anche in luoghi dov'è complicato arrivare a una presa di corrente o dove l'elettricità scarseggia o non è stabile.

Non solo ventilatori. Nei laboratori del CERN si stanno producendo anche gel disinfettanti e mascherine, ma, soprattutto, si sta studiando come utilizzare le straordinarie capacità di calcolo dell'organizzazione per aiutare nella ricerca di molecole utili a sviluppare poi un vaccino.

 

15 aprile 2020 | Chiara Guzzonato