Alcune sostanze chimiche contenute nelle creme solari filtrano nel sangue

Come per molti dei prodotti che spalmiamo sulla pelle, alcune sostanze comuni nelle creme e nei filtri solari penetrano attraverso la pelle: lo rivela uno studio condotto in condizioni controllate, che però non approfondisce su eventuali effetti - mentre i danni da UV sono certi.

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Sui rischi dell'esposizione al "solleone": 10 domande che tutti ci facciamo sulle creme solari.|Shutterstock

Tutto quello che ci spalmiamo addosso viene assorbito, è cosa nota, e alcune sostanze attraverso la pelle possono arrivare al sangue: succede con creme, belletti, lozioni, saponi e olii, e adesso uno studio americano solleva la questione anche per i filtri solari, in base a test condotti in condizioni di laboratorio. Il lavoro non fa cenno di eventuali effetti delle sostanze assorbite, tutti da verificare, mentre sono assolutamente certi i danni prodotti alla pelle dall'eccessiva esposizione al Sole e ai raggi UV (anche lampade) senza le dovute protezioni, come sottolineano i ricercatori.

 

Lo studio, condotto da ricercatori della Food and Drug Administration (FDA) statunitense, è da leggere con attenzione, dato il tema importante della protezione della pelle dai danni dell'esposizione ai raggi UV.

In condizioni di laboratorio. La ricerca è stata condotta su un numero ristretto di soggetti, 24 persone che hanno spalmato creme, lozioni e spray solari sulla pelle quattro volte al giorno, per quattro giorni alla settimana e sui tre quarti del corpo, in una sovraesposizione ai prodotti che i ricercatori hanno ritenuto necessaria. Lo studio è stato condotto in condizioni controllate, ossia lontano dal mare, dalla sabbia, dalle docce e dal sudore, che "nella realtà" rimuovono parte delle protezioni dalla pelle.

 

Dopo l'indigestione di solari, quattro sostanze chimiche (avobenzone, oxybenzone, octocrylene ed ecamsule), che si trovano in molti filtri solari, sono state rilevate nel sangue dei volontari in quantità molto maggiori del previsto: non necessariamente un livello di rischio per la salute (per appurarlo servono ulteriori ricerche), ma comunque in dosi più elevate di quelle normalmente considerate meritevoli di approfondimenti per i farmaci, per esempio.

 

Il male minore. Un'ipotesi è che gli anelli aromatici nella struttura chimica dei composti, che formano basi simili a quelle degli ormoni, possano interferire con gli equilibri ormonali dell'organismo. Tuttavia, quel che per adesso si conosce per certo sono i rischi dell'esposizione ai raggi UV.

 

Rischi accertati. Esporsi senza protezione provoca danni cellulari, accelera l'invecchiamento cutaneo e aumenta le probabilità di sviluppare il cancro della pelle (una patologia in crescita). Circa il 90% dei tumori della pelle meno aggressivi deriva proprio dall'esposizione solare eccessiva e senza filtri, mentre per il melanoma, il più letale di questi tipi di cancro, i fattori di rischio sono più complessi e meno conosciuti.

 

14 Maggio 2019 | Elisabetta Intini