10 domande che tutti ci facciamo sulle creme solari

Quanto prima le devo spalmare? Come scegliere la protezione solare? Che cosa vuol dire SPF? E non è che sono tossiche? I dilemmi più diffusi in tema di tintarella e scottature, e le risposte della scienza.

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L'efficacia del fattore di protezione solare raggiunge un picco e una situazione di stallo dopo il valore di 30. Una crema solare di SPF 50 non protegge molto più di una con SPF 30.|Shutterstock

Siamo di nuovo in quel momento dell'anno: quello della scelta delle creme solari e dei dubbi sul loro utilizzo (e sulla loro efficacia). Sulla scia di un articolo pubblicato su Vox, abbiamo raccolto alcune delle domande più paranoiche - ma che tutti ci poniamo - in fatto di protezioni solari, tumori cutanei e tintarella. Eccole, con le risposte fornite dalla scienza.

 

1) Che cosa significa SPF, e quale fattore di protezione scegliere?

SPF sta per Sun protection factor (fattore di protezione solare). Questo numero indica la capacità dei filtri solari di proteggere dalle radiazioni UVB, le più pericolose, perché responsabili delle ustioni cutanee. Per calcolare il fattore di protezione cutanea, vengono confrontati i tempi di arrossamento di pelli protette da creme solari e pelli non schermate.

 

La capacità di protezione di un filtro solare non aumenta in modo lineare all'aumentare dell'SPF: in altre parole, un SPF 30 non è due volte più efficace di un SPF 15. Se usato correttamente, il primo scherma il 97% dei raggi UVB, il secondo il 93%. La maggior parte dei dermatologi raccomanda creme con un SPF di almeno 30, meglio se resistente all'acqua (proteggono fino a 40 minuti "a mollo").

 

Questo valore, tuttavia, non dice nulla sulla protezione contro i raggi UVA, che penetrano in profondità nell'epidermide facendole perdere elasticità e causando le rughe. Anch'essi contribuiscono al rischio di tumori cutanei. Per questo è meglio scegliere filtri solari "ad ampio spettro".

2) Scottature e cancro cutaneo: dopo quante ustioni mi devo preoccupare?

Non esiste un numero preciso, ma in generale, più sono più alto è il rischio, soprattutto se riportate durante l'infanzia: la pelle dei bambini è infatti molto più vulnerabile ai danni da radiazione solare. La capacità di tolleranza di scottature prima di lesioni irreparabili dipende da un mix di fattori come la familiarità al cancro, il tipo di pelle, la serietà delle ustioni, il tempo trascorso al sole. In generale più scura è la pelle, minore è il rischio di scottature e di cancro cutaneo. Chi ha la pelle chiara e la tendenza a bruciarsi ha più probabilità di incorrere in tumore della pelle.

 

Esistono soluzioni per evitare di dover chiedere a qualcuno di spalmarvi la crema sulla schiena (altrimenti, c'è sempre lo yoga). | Image via Vox.com

3) Come si applicano le creme solari?

Perché siano efficaci vanno spalmate generosamente su tutte le aree non coperte da indumenti almeno 15 minuti prima di esporsi al sole, ricordandosi di coprire anche parti snobbate del volto, orecchie e labbra. La protezione va spalmata ogni due ore e dopo ogni bagno. La dose è quella di un bicchierino da shot (ma se ve ne serve di più, non lesinate).

 

4) Che differenza c'è tra filtri solari chimici o fisici?

I secondi (sunblock) agiscono creando una barriera fisica con particelle di titanio o zinco che riflette i raggi solari. Rispetto ai filtri chimici, i sunblock tendono ad essere più opachi e visibili. Sono entrambi efficaci, basta sceglierne uno che siete sicuri di usare (l'unica variabile che conta).

 

5) Le creme solari riducono il rischio di tumore cutaneo?

Studi scientifici dimostrano piuttosto chiaramente che i filtri solari riducono il rischio di incorrere in un carcinoma, il più comune tumore della pelle, che colpisce le parti del corpo più esposte al sole.

 

Più difficile da dimostrare scientificamente è l'efficacia contro i melanomi, per una serie di motivi: questo secondo tipo di tumore si mostra in genere molti anni dopo il danno cutaneo; è più legato a un'esposizione solare intermittente (per esempio quella di chi abita ad alte latitudini e si espone al sole durante le vacanze); mancano studi controllati randomizzati - in cui solo a metà campione venga dato un filtro solare; e chi usa più creme solari ha in genere una carnagione chiara che è legata a un rischio maggiore: un fattore che può creare confusione nei dati.

 

Al di là di questa difficoltà, è ormai chiaro che le creme solari proteggono dalle scottature, e si sa che le ustioni sono tra i primi fattori di rischio per tutti i tumori cutanei.

6) Le creme solari stesse sono cancerogene?

No! Esistono studi che dicono che chi usa spesso creme solari è più esposto al rischio di tumori cutanei, ma si tratta di uno di quei casi di correlazione che tanto facilmente tende tranelli. Chi usa spesso filtri solari tende più spesso ad esporsi al sole, e alle sue radiazioni dannose; le persone pallide e con i capelli chiari - le più vulnerabili a questo tipo di tumore - usano più spesso creme solari; infine, cospargersi di protezione può creare un illusorio senso di sicurezza, che porta ad esporsi nelle ore più a rischio o a tintarelle più lunghe.

 

Alcune perplessità sono sorte sull'uso a lungo termine delle creme solari, per via di alcune sostanze chimiche in esse contenute (come i parabeni, composti organici derivati dal petrolio usati come conservanti in molti cosmetici. Tuttavia, le evidenze su loro possibili effetti cancerogeni o sulla capacità di interferire sulla funzionalità ormonale femminile, sono basse e inferiori a quelle che provano il nesso tra sole e tumori cutanei.

 

7) I filtri solari impediscono l'assunzione di vitamina D?

La fonte principale di assunzione di vitamina D è la luce solare. Proteggersi dagli effetti nocivi delle radiazioni non preclude la produzione di questa importante sostanza.

8) Il sole danneggia le creme solari? Sì, così come fa la sabbia. Ecco perché è bene non utilizzare le creme dell'anno precedente. Se conservate in modo ottimale, le creme solari durano per 12 mesi dalla data di apertura (il period after opening riportato sulle etichette). Ma considerato come le teniamo in spiaggia, possono perdere efficacia anche in meno tempo.

 

Se non vi piace spalmarvi di crema... la soluzione adottata da bagnanti cinesi, per non rovinare la pelle del viso. | REUTERS/Aly Song

9) Se sono già abbronzato, posso farne a meno?

No, perché il potere di protezione dalle radiazioni messo in campo da una pelle già abbronzata - cioè dal pigmento melanina - è molto più basso dello schermo offerto dalle creme solari. Anche chi è già abbronzato rischia di scottarsi (se non altro perché se ne preoccupa meno). E già che ve lo state chiedendo: le creme con SPF alto non vi fanno abbronzare di meno: piuttosto, si tratta di una abbronzatura più lenta, meno traumatica e più duratura. 

 

10) E se proprio detesto le creme?

L'unica alternativa è evitare di esporsi al sole, o farlo... vestiti. Ma non con i classici parei o camicioni bianchi, che lasciano filtrare la luce. Gli abiti che proteggono meglio sono i tessuti pesanti di colore rosso-arancio o scuro. Cioè quelli che in estate indossiamo meno.

 

10 Luglio 2017 | Elisabetta Intini