Salute

Covid, la variante inglese è anche più letale?

Nuovi studi nel Regno Unito rafforzano l'ipotesi di un rischio maggiore di ricovero e decorso grave per chi è infettato dalla "variante inglese".

La "variante inglese" di SARS-CoV-2, così chiamata perché inizialmente scoperta nel Regno Unito, potrebbe essere non solo più trasmissibile, ma anche più letale. È quanto si legge in un aggiornamento degli studi scientifici sul tema commissionato dal governo britannico e pubblicato il 12 febbraio 2021. Il documento conferma i sospetti già annunciati qualche settimana fa: la prognosi per i malati di covid rimane favorevole nella maggior parte dei casi, ma la nuova versione di coronavirus potrebbe risultare più difficile da superare per i pazienti fragili.

Soprattutto più trasmissibile. La variante inglese che è già stata individuata in 82 Paesi, compresa l'Italia, si trasmette dal 35% al 45% più facilmente rispetto alle altre espressioni di coronavirus, e questa rimane al momento la sua caratteristica più preoccupante. Come spiegato in un articolo su The Conversation, una variante il 30% più trasmissibile causa, alla lunga, più decessi di una variante il 30% più letale, perché determina una crescita esponenziale dei contagi: con il passare del tempo, il bilancio di perdite causate dalla prima si aggrava e si distacca da quelle recate dalla seconda.

Pensare che una variante più trasmissibile sia "meno pericolosa" di una più letale è quindi, purtroppo, una falsa rassicurazione. Una forma di virus più abile nel circolare troverà anche più pazienti fragili da colonizzare, con esiti potenzialmente più infausti.

Gli scienziati del Regno Unito, il Paese più avanti nel sequenziamento dei genomi virali, stimano che la nuova variante aumenti il rischio di ospedalizzazione dei pazienti contagiati del 40-60%: se il ricovero in ospedale è sintomo di forme gravi di covid, significa che anche la letalità è più elevata. Uno degli studi citati nel report, condotto dalla London School of Hygiene & Tropical Medicine, ha esaminato 3.382 decessi, 1.722 dei quali di persone contagiate con la variante inglese, e stimato che il rischio di morte era il 58% più elevato in questo secondo sottogruppo.

i decessi nel regno unito. La maggior parte dei casi di covid, inclusi quelli causati dalla nuova variante, rimane non letale, e la variante inglese sembra rispondere bene ai vaccini. Non c'è quindi bisogno di ulteriori allarmismi, piuttosto di una maggiore prudenza per non vanificare l'effetto decisivo delle campagne vaccinali. Il rapporto ha alcuni limiti che saranno colmati da ulteriori ricerche, come il numero ancora basso di casi analizzati e la difficoltà di capire quanto i pazienti deceduti soffrissero di malattie pregresse. Ma non si può ignorare che delle 117.000 persone decedute per covid nel Regno Unito, la metà sia morta dalla fine di novembre, quando la variante inglese ha soppiantato, nel Paese, quella precedente.

I punti da chiarire. Le ragioni della presunta aumentata letalità non sono ancora chiare: alcuni studi suggeriscono che la variante inglese comporti un'aumentata carica virale, che oltre a renderla più contagiosa potrebbe vanificare l'effetto di alcune terapie somministrate in ambito ospedaliero. Ma c'è anche la possibilità che questa versione di virus, essendo più contagiosa, si diffonda più facilmente nei contesti comunitari con pazienti fragili, come le case di riposo: se fosse così età e fragilità pregresse potrebbero pesare sul numero complessivo di perdite da covid.

16 febbraio 2021 Elisabetta Intini
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