Salute

Covid: secondo il dipartimento per l'energia degli Usa torna l'ipotesi della fuga dal laboratorio

Una perdita accidentale all'origine della pandemia di covid? È quanto sostiene un rapporto del Dipartimento per l'Energia Usa (che si basa però su "prove deboli").

Il coronavirus all'origine della pandemia di covid è molto probabilmente emerso da una perdita accidentale da un laboratorio scientifico: ad affermarlo non è l'ultima teoria cospirazionista in Rete ma un rapporto del Dipartimento per l'Energia degli Stati Uniti citato dal Wall Street Journal, che ha avuto modo di accedere al documento e ha riferito la notizia in anteprima.

Anche se la conclusione è in disaccordo con quelle di molte altre fonti di intelligence americane e non ricalca la posizione ufficiale del Governo degli Stati Uniti, ancora molto cauto sul tema, lo scoop sta comprensibilmente facendo scalpore oltreoceano.

Cambio di passo. Il dipartimento in questione, oltre ad occuparsi dell'energia e della sicurezza nucleare, supervisiona l'attività di 17 laboratori scientifici, alcuni dei quali impegnati in ricerche nel campo della biologia avanzata: ecco spiegata l'attinenza con le indagini sull'origine della covid.

In precedenza il Dipartimento per l'Energia aveva mantenuto una posizione neutrale sul tema degli inizi della pandemia, affermando di non avere elementi per ricostruire con certezza come si fosse sviluppato il virus. Il cambio di posizione arriva da un aggiornamento di un rapporto riservato del 2021 dell'ufficio della direttrice della National Intelligence Avril Haines, basato su «nuove informazioni di intelligence, ulteriori studi sulla letteratura accademica e consultazioni con esperti non governativi».

Prove deboli. Tuttavia, secondo lo stesso Wall Street Journal, il Dipartimento dell'Energia sostiene questo nuovo aggiornamento con un basso grado di certezza, un'espressione che - come spiegato dalla CNN - si trova spesso riferita ai rapporti dell'intelligence e che significa che l'informazione ottenuta non è abbastanza attendibile, oppure è troppo frammentata, per arrivare a conclusioni certe e solide. Oltretutto, anche se il Dipartimento dell'Energia ha condiviso la sua conclusione con varie agenzie di intelligence, nessuna di esse ha cambiato le proprie conclusioni dopo aver visionato la nuova indagine (a ulteriore prova del fatto che le evidenze su cui si basa sono deboli).

Che cosa dice la scienza. L'ipotesi della fuga del coronavirus SARS-CoV-2 da un laboratorio era stata definita altamente improbabile dall'OMS in seguito alle indagini dei suoi esperti in Cina, a Wuhan, dove a novembre 2019 si erano registrati i primi casi di covid. Altri studi scientifici molto accreditati e usciti la scorsa estate sulla prestigiosa rivista Science hanno raccolto prove definite "oltre ragionevole dubbio" del fatto che lo "Huanan seafood market", il mercato del pesce di Wuhan, sia stato il primo epicentro di diffusione della CoViD-19, nonché il luogo dove il coronavirus SARS-CoV-2 avrebbe effettuato il passaggio di specie dagli animali all'uomo.

Ne sentiremo ancora parlare. Ma le conclusioni dello studio OMS non avevano soddisfatto molti osservatori occidentali, specialmente negli USA, che hanno accusato la Cina di aver ostacolato le indagini. La stessa OMS ha rinunciato a proseguire i progetti di fase due nelle indagini sulle origini del virus, per via dello scarso accesso alle prove concesso in Cina. Per ora le varie agenzie di intelligence degli Stati Uniti rimangono divise sugli inizi della pandemia, mentre la Casa Bianca resta, nelle parole del consigliere per la Sicurezza Nazionale Jake Sullivan «in attesa di risposte definitive e determinata ad andare a fondo alla questione».

27 febbraio 2023 Elisabetta Intini
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