Salute

Covid nel Regno Unito: perché i casi sono in calo?

Il numero di nuovi positivi alla covid nel Regno Unito è in declino da più giorni consecutivi: è l'effetto dell'immunità di gregge?

Dopo l'allarme per le riaperture indiscriminate del "Freedom Day" (il giorno che ha cancellato con un colpo di spugna le cautele imposte dalla pandemia), nel Regno Unito è accaduto qualcosa di inaspettato. Il numero di nuovi casi di covid ha iniziato a calare di giorno in giorno, ed è stato così per sette giorni consecutivi, il declino più lungo da quando si registrano i contagi. In base ai dati diffusi dal governo britannico, il 27 luglio i nuovi positivi erano infatti 23.511, la metà rispetto ai 46.558 di sette giorni prima. Che cosa è successo?

DI qui non si passa! La prima ipotesi che viene in mente è Oltremanica si sia arrivati alla fatidica soglia dell'immunità di gregge, la "barriera" collettiva di difese immunitarie che impedisce ai virus di circolare. A un certo punto, con l'aumento dei vaccinati e il maggior numero di contagi dovuto alla scelta di abbandonare distanziamento e mascherine, potrebbe anche succedere; ma secondo molti epidemiologi non siamo ancora arrivati a quell'asticella.

Altre possibili cause. I casi potrebbero essere scesi grazie a una maggiore cautela della popolazione, ora che le precauzioni non sono più imposte "per legge" e sulla scorta dei timori per la nuova ondata di covid da variante Delta. L'estate offre maggiori occasioni per stare all'aperto e concentrare i contatti sociali in un contesto più sicuro. Inoltre, a milioni di persone è stato imposto di autoisolarsi, dopo aver ricevuto la segnalazione di un avvenuto contatto con un positivo dalla app di tracciamento del servizio sanitario del Regno Unito.

Positivi inosservati. I casi potrebbero anche non essere scesi realmente. A calare potrebbero essere stati, invece, i tamponi: nella settimana terminata il 22 luglio, i test anti-covid sono diminuiti del 4,9%. Le ferie imminenti potrebbero aver poi disincentivato chi ha sintomi sospetti dall'effettuare un test; o ancora potrebbe esserci stato un ingorgo nel carico di lavoro dei laboratori, sommersi dai test da processare e ancora indietro sui referti.

Effetto Wembley (al contrario). Le persone che hanno contratto la covid dopo il doppio vaccino - una circostanza rara ma non impossibile e resa più probabile dall'alta circolazione del virus - potrebbero non avere sintomi sospetti e decidere di non sottoporsi a tampone. Anche questo può contribuire a un declino dei numeri ufficiali dei contagi. C'è poi il fattore Euro 2020: secondo Simon Clarke, microbiologo dell'Università di Reading consultato dal New Scientist, potrebbe essere che si stia ritornando alla situazione che avremmo avuto in assenza degli Europei di calcio e dell'impennata di nuovi casi ad essi legati (non a caso, tra gli uomini si registra un numero maggiore di positivi).

Troppo presto? Infine può darsi che l'impatto del Freedom Day debba ancora essere registrato dalle statistiche, poiché il periodo di incubazione della covid è di cinque-sei giorni. Se i contagi dovessero aumentare a causa della fine delle restrizioni, si inizierà a vedere l'effetto a breve. Gli esperti sperano però di osservare almeno una decina di giorni di declino sostenuto e continuativo, prima di confermare la buona notizia.

29 luglio 2021 Elisabetta Intini
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