Salute

L'iniqua distribuzione dei vaccini potrebbe raddoppiare le morti per covid

I pre-ordini dei vaccini da parte dei Paesi ricchi ostacolano la distribuzione globale: collaborare è l'unica strada per superare la pandemia.

Due miliardi di dosi di vaccini anti-covid sono state preventivamente prenotate dai Paesi industrializzati prima ancora di conoscere la loro efficacia, mentre chi non ha messo denaro sul piatto potrebbe rimanere senza scorte. Gli Stati Uniti si sono assicurati 800 milioni di dosi, il Regno Unito 340 milioni, l'Unione Europea almeno 400 milioni di fiale del vaccino di Oxford-AstraZeneca (ma sono in corso colloqui con altre case farmaceutiche).

Questa urgenza di accaparramento, giustificata con la necessità di prevenire nuove morti, non farà che aumentare il numero globale di decessi, come denuncia il Goalkeepers Report, il termometro annuale dei progressi verso gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile della Bill and Melinda Gates Foundation pubblicato il 14 settembre.

Le ricadute dei nazionalismi. Il rapporto cita uno studio della Northeastern University di Boston, che ha provato a capire quante morti per covid si sarebbero potute evitare, se avessimo avuto un vaccino efficace all'80% già a marzo 2020. Il modello ha analizzato due possibili scenari, uno in cui i Paesi in grado di farlo avessero prenotato due o tre miliardi di dosi di vaccino, come sta avvenendo ora, e un altro in cui le fiale di vaccino fossero state distribuite equamente, in modo proporzionale alla popolazione di ogni Paese.

Nel primo caso, si sarebbero evitate 300.000 morti. Nel secondo, 600.000, esattamente il doppio: se le vite hanno tutte lo stesso valore, allora i Paesi ricchi dovrebbero impegnarsi a rendere i vaccini disponibili per tutti, anziché mettere da parte quante più dosi possibili.

Un brevetto, tanti produttori. Anche quando un vaccino ci sarà, non è pensabile che una singola azienda riesca a produrre dosi sufficienti per tutti. La fondazione di Gates sta lavorando a una rete di alleanze globali per fare in modo che i vaccini prodotti da aziende come AstraZeneca, Johnson & Johnson e Novavax possano essere prodotti anche da grandi compagnie manifatturiere dell'Asia, capaci di occuparsi di una produzione su scala mondiale. Come spiegato su Quartz, si tratta di una situazione piuttosto inedita, che richiederà livelli di condivisione scientifica senza precedenti.

Intanto gruppi no-profit come Gavi, l'Alleanza mondiale per vaccini e immunizzazione (finanziata in parte dalla fondazione di Gates ma anche da governi e aziende private), si sono impegnate a comprare centinaia di milioni di scorte di vaccini per i Paesi più poveri. Ne servono un miliardo, da destinare a 92 Paesi a basso reddito. Nel mondo, la pandemia di covid continua a inanellare record giornalieri di contagi: nessuno sarà al sicuro finché il virus non sarà stato ovunque eradicato.

22 settembre 2020 Elisabetta Intini
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