Non vaccinarsi contro la covid durante una gravidanza è un rischio non solo per il nascituro, ma anche per la madre: è quanto emerge da alcuni studi che hanno messo a confronto i rischi in gravidanza per donne contagiate dalla covid e donne sane. Il quadro generale che è emerso è chiaro: le future mamme non vaccinate che contraggono la covid in gravidanza non solo corrono maggiori rischi di dover affrontare un parto prematuro o dare alla luce un neonato privo di vita, ma anche di dover essere ricoverate o finire in terapia intensiva, rispetto alle coetanee in gravidanza e vaccinate.
Morte fetale. I risultati di un'analisi pubblicata su Nature riguardano decine di migliaia di donne scozzesi che sono state seguite durante tutto il primo anno di vaccinazioni. Oltre a rilevare una preoccupante esitazione vaccinale tra le donne incinte (tre su dieci si erano vaccinate a ottobre 2021, contro quasi otto donne non incinte della stessa età su dieci), lo studio ha evidenziato un rischio maggiore per le donne infette e il bimbo in gestazione: delle 620 madri contagiate 28 giorni prima del termine della gravidanza, in quattordici (nessuna delle quali vaccinata) hanno dovuto affrontare la morte del feto. Un rischio pari a 22,5 casi su 1.000, decisamente superiore alla media di 5,6 casi su 1.000 registrata in Scozia da marzo 2020 a ottobre 2021.
Parti pretermine. Se è vero che le mamme che si contagiano nell'ultimo mese di gravidanza corrono i rischi maggiori, contrarre la covid in qualunque mese della gestazione aumenta la probabilità di andare incontro a un parto prematuro, come era già stato rilevato da studi precedenti e come conferma anche un ulteriore studio su Lancet. L'analisi scozzese evidenzia nelle mamme contagiate un rischio di oltre il 10% di dare alla luce il proprio figlio prima del termine, e di oltre il 16% se l'infezione si verifica durante gli ultimi 28 giorni di gravidanza, contro l'8% delle donne sane analizzate da marzo 2020 a ottobre 2021.
Non solo la salute dei neonati, ma anche quella delle mamme non vaccinate sarebbe a rischio, come già evidenziato da studi precedenti: il 98% dei ricoveri in terapia intensiva e il 91% delle ospedalizzazioni durante il periodo dello studio hanno riguardato infatti donne non vaccinate.
Errore di fondo. L'esitazione delle mamme è frutto di una comunicazione istituzionale che è stata per troppo tempo contraddittoria e non chiara; l'indecisione iniziale sul consigliare o meno i vaccini anticovid alle donne incinte deriva da un errore di fondo: non includere questa categoria nei trial medici che testavano la sicurezza e l'efficacia dei vaccini.
Ai medici è andato il compito, nei primi mesi di somministrazioni, di consigliare secondo coscienza le proprie pazienti incinte, e dal Ministero della Sanità italiano (in USA i CDC raccomandavano i vaccini anticovid per le future mamme già a fine aprile 2021) non sono arrivate indicazioni chiare e univoche fino a fine settembre 2021.
Ora sappiamo non solo che vaccinarsi se si è incinte è sicuro, ma anche che le donne gravide devono avere priorità per i rischi connessi a un'eventuale infezione da covid: anche lo studio scozzese ci dà conferme sotto l'aspetto della sicurezza, non avendo rilevato alcun aumento nel rischio di parti pretermine o morte fetale nelle quasi 26.000 donne incinte vaccinate che hanno preso parte allo studio.