Salute

Covid, il caso di Manaus e il nodo dell'immunità di gregge

Le ipotesi per spiegare la virulenza del SARS-CoV-2 nella città dell'Amazzonia, dove la maggior parte delle persone aveva già contratto la covid.

Chi riponesse ancora fiducia nell'opportunità di raggiungere un'immunità di gregge naturale alla covid, che prescinda dall'utilizzo dei vaccini, può fugare ogni dubbio guardando a Manaus. L'ondata di contagi che per la seconda volta ha investito la popolosa città dell'Amazzonia suggerisce che puntare tutto sugli anticorpi sviluppati lasciando circolare il virus senza controllo non solo ha un costo esorbitante in vite umane, ma sembra proprio non funzionare.

impreparati al disastro. Manaus ha esaurito i posti letto in ospedale e dal 15 gennaio anche le scorte di ossigeno. I malati fanno la fila per un posto in corsia, i parenti vagano alla ricerca di bombole da acquistare a caro prezzo, decine di neonati prematuri sono stati trasferiti negli Stati vicini. Il sistema sanitario nella città, che è raggiungibile soltanto in aereo o in barca, è al completo collasso a causa dell'aumento di pazienti contagiati: data l'altissima prevalenza dell'infezione nella prima ondata pandemica, nessuno aveva previsto che potesse accadere.

Praticamente vaccinati. O no? Secondo una stima pubblicata a dicembre su Science, a causa della povertà, delle condizioni abitative e del limitato accesso a servizi igienici adeguati, il 76% degli abitanti della città avrebbe sviluppato anticorpi alla covid tra marzo e dicembre: una percentuale oltre tre volte superiore a quella di San Paolo, epicentro originale dell'infezione in Brasile.

Un team di ricercatori coordinato da Lewis Buss, dell'Università di San Paolo, ha effettuato test sierologici sul sangue di un migliaio di volontari senza sintomi da covid, e si è accorto che il 53% di essi presentava anticorpi contro il SARS-CoV-2. Considerata la percentuale così elevata tra pazienti asintomatici, e il fatto che l'immunità alla covid si affievolisce nel tempo, si era giunti alla conclusione che una vasta porzione della popolazione fosse già entrata a contatto col virus.

Senza controllo. A quanto pare, tutto questo non offre una protezione affidabile, o per lo meno, anche se si riuscisse in qualche modo a raggiungere la soglia di un'immunità di gregge - che a Manaus non è comunque stata raggiunta - ci si arriverebbe con altissimi costi umani. Là dove il virus viene lasciato libero di circolare è più probabile che insorgano nuove varianti. Nei cittadini di Manaus è stata individuata la variante P.1, che condivide alcuni tratti con quelle di Regno Unito e Sudafrica. È possibile che alcune sue nuove proprietà siano all'origine della situazione osservata in Amazzonia.

Resistente agli anticorpi. La nuova variante potrebbe aver contribuito all'attuale situazione innalzando la soglia dell'immunità di gregge - portando cioè più in alto l'asticella del numero di guariti necessario per impedire al virus di circolare. Un'altra possibilità è che gli anticorpi sviluppati in seguito a un'infezione da covid durino meno di quanto si credesse.

Ma la teoria prevalente è che la nuova variante sia più abile nell'evadere le difese immunitarie e stia portando a molti casi di reinfezioni: un'ipotesi avvalorata da alcuni studi preliminari e che avrà bisogno di conferme. L'unica certezza per ora è che, come ampiamente anticipato dagli epidemiologi e osservato anche in altri Paesi (ricordate la Svezia?) l'ipotesi di arginare la pandemia lasciando semplicemente circolare il virus porta a risultati disastrosi.

26 gennaio 2021 Elisabetta Intini
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