Salute

COVID-19 e scuola: la chiusura aiuta

La sospensione delle lezioni a scuola non basta contro la COVID-19, ma contribuisce ad appiattire la curva (specialmente se estesa nel tempo).

Mentre il mondo è alle prese con il lockdown, il blocco totale delle attività, iniziano ad emergere i primi studi sul contributo che la chiusura della scuola può dare nel contrasto alla COVID-19. Secondo un articolo pubblicato su Lancet Public Health che prende in esame la situazione della sola Wuhan, estendere la chiusura di scuole e uffici fino ad aprile (come in effetti si sta facendo nella prima città epicentro dell'epidemia, la cui revoca delle restrizioni è fissata per l'8 aprile) ritarderebbe di mesi la comparsa di una seconda ondata di casi, relegandola alla fine dell'anno. Questo darebbe ai sistemi sanitari cinesi tempo prezioso per riorganizzare il contenimento.

Prendere tempo. I ricercatori della London School of Hygiene & Tropical Medicine hanno usato i dati più aggiornati sui contagi da COVID-19 a Wuhan e nel resto della Cina per sviluppare un modello di trasmissione che rendesse conto dell'impatto della chiusura delle scuole e dei luoghi di lavoro (per esempio, sfruttando le informazioni su quanto spesso le persone di varie fasce di età si mescolano nei vari luoghi, o sul numero di contatti al giorno che ciascuno ha nei vari contesti sociali). 

Le analisi hanno dimostrato che la chiusura di scuole e luoghi di lavoro riduce il numero dei casi e ritarda il picco dei contagi (di fatto appiattendo la curva epidemica). Gli effetti di queste misure di distanziamento sociale sono diversi sulle varie fasce di età: la riduzione della trasmissione si vede soprattutto sui bambini in età scolare e sugli anziani. I modelli hanno inoltre evidenziato che le misure sono più efficaci se il ritorno a scuola e al lavoro a Wuhan avverrà in modo scaglionato e a partire da aprile, anziché da marzo. Con questa strategia un eventuale (non sappiamo se evitabile) secondo picco epidemico non si avrebbe che ad ottobre.

Un grande aiuto. Un secondo studio internazionale in prepubblicazione che ha coinvolto i ricercatori dell Fondazione Bruno Kessler di Trento, e che ha preso in analisi dati raccolti in Cina prima e durante l'epidemia, conferma che la chiusura delle scuole permette una notevole riduzione di diffusione dei contagi, rendendo meno pendente la curva che porta al picco. Secondo gli scienziati, la sospensione "fisica" delle lezioni può avere un impatto significativo sulle dinamiche epidemiche e sulla capacità di risposta degli ospedali anche se - da sola - non è sufficiente a interrompere la catena di trasmissione del virus.

27 marzo 2020 Elisabetta Intini
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