Salute

La corsa ad ostacoli di vaccini e terapie anti covid

Nell'arco di due giorni sono stati messi in pausa i trial di un vaccino anti covid e di un trattamento a base di anticorpi monoclonali.

Una cosa sui vaccini e sulle terapie contro la covid l'abbiamo imparata: anche se ci servono il prima possibile, non possiamo sacrificare alla fretta la sicurezza, oltre che la sicurezza di una ragionevole efficacia. Ed è proprio per questo che, negli ultimi giorni, sono stati messi in pausa due importanti sperimentazioni farmacologiche contro il coronavirus, quella del vaccino anti-covid della Johnson & Johnson e quella di un trattamento a base di anticorpi monoclonali dell'azienda farmaceutica Eli Lilly.

Eccesso di scrupolo. La Johnson & Johnson sta conducendo uno degli 11 trial clinici arrivati in Fase 3 su un potenziale vaccino anti-covid. Il preparato è basato su una singola dose di un adenovirus (un virus del raffreddore) modificato in modo da non potersi più replicare, e usato per introdurre nell'organismo la proteina "spike" che il SARS-CoV-2 usa per attaccare le cellule, in modo da indurre una risposta immunitaria.

I test coinvolgono 60.000 persone, dunque non è sorprendente che una di queste si possa ammalare: la pausa è stata decisa da un comitato di esperti indipendente (il comitato di controllo dei dati e della sicurezza, DSMB) per un'inaspettata malattia in uno dei volontari, sulla quale sarà necessario fare chiarezza. Non si sa ancora se il partecipante facesse parte del gruppo che ha ricevuto il vaccino o del gruppo di controllo, che ha avuto soltanto un placebo: potrebbe quindi trattarsi di uno stop momentaneo, non destinato a sfociare in una sospensione clinica vera e propria.

Anticorpi corazzati. Il trial di Eli Lilly è stato ideato per indagare i benefici di una terapia a base di anticorpi monoclonali (cloni cellulari dei più potenti anticorpi naturali contro il coronavirus) su centinaia di pazienti ricoverati in ospedale per CoViD-19, rispetto a un trattamento placebo. Tutti i partecipanti allo studio hanno anche ricevuto il remdesivir, un altro farmaco antivirale in sperimentazione ormai usato di routine nei casi seri di covid. Martedì 13 ottobre è stato chiesto agli sperimentatori di interrompere il reclutamento di nuovi volontari "per abbondanza di cautela", anche se non è chiaro quale condizione abbia portato a questa scelta.

Secondo i National Institutes of Health statunitensi che supportano la sperimentazione, lo stop è arrivato dopo che un comitato indipendente ha appurato che, dopo 5 giorni di trattamento, il gruppo di pazienti trattato con anticorpi mostrava una condizione clinica diversa dal gruppo tenuto a placebo: una differenza non meglio specificata ma che ha oltrepassato una certa soglia di sicurezza in precedenza fissata.

Una speranza concreta. Una seconda valutazione del trial è attesa per il 26 ottobre. Nel frattempo, si continuerà a monitorare i pazienti già coinvolti. I trattamenti a base di anticorpi monoclonali sono tra le cure più promettenti contro la covid perché bloccano la capacità del coronavirus SARS-CoV-2 di attaccare le cellule e possono ridurre la gravità dei sintomi. Un'altra combinazione di questi super-anticorpi, messa a punto dalla Regeneron, è stata usata come terapia d'urto per curare dalla covid Donald Trump. Questi trattamenti sembrano funzionare meglio se somministrati a chi ha contratto l'infezione di recente: la non sicurezza di un tipo di combinazione non escluderebbe comunque la possibilità di usarne altre.

conquiste non scontate. Le due pause a distanza di un paio di giorni l'una dall'altra ci ricordano che dietro a vaccini e medicinali, fiori all'occhiello della moderna medicina, ci sono anni di duro lavoro - fatti anche di stop momentanei, cambi di direzione, aggiustamenti.

14 ottobre 2020 Elisabetta Intini
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