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Coronavirus COVID-19: cosa c'è da sapere Vai allo speciale

Coronavirus, la Corea del Sud opta per i test in stile "mc-drive"

Il secondo Paese più colpito dal coronavirus ha ideato una modalità insolita e sicura per fare i tamponi, ispirata ai fast food dove si ordina direttamente dall'auto.

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Daegu, Corea del Sud: una postazione per somministrare i test per il coronavirus senza bisogno che l'interessato scenda dall'auto. | REUTERS/Kim Kyung-Hoon

Guidi, fai il test e vai. Per far fronte all'esplosione di casi di nuovo coronavirus, la Corea del Sud ha ideato una modalità diagnostica veloce e "su strada" ispirata ai drive-through, le stazioni di sosta veloce in cui è possibile ordinare e ritirare il cibo d'asporto dei fast-food senza mai scendere dalla macchina. I guidatori che desiderano sottoporsi a un tampone per il COVID-19 possono transitare in auto in diversi presidi sistemati in grandi parcheggi lungo la strada: durante la sosta sono avvicinati da personale protetto da tute anticontaminazione che sottopone il potenziale paziente a un rapido questionario, registra i suoi dati, misura la temperatura corporea ed effettua un tampone di naso e gola. La procedura è molto rapida, e dopo due o tre giorni, si ricevono i risultati via sms.

Contatti al minimo. Secondo le autorità sanitarie, questo modo di somministrare i test permette di eseguire controlli più rapidi e in numero maggiore, riducendo notevolmente i rischi di contagio sia per i pazienti, sia per il personale sanitario. Chi si sottopone al test viene invitato a non scendere dall'auto: in questo modo, si evitano assembramenti di possibili portatori del coronavirus in luoghi chiusi e si riducono le interazioni faccia a faccia con medici e infermieri - che, comunque, indossano tute protettive di plastica , guanti, mascherine e visori anti-contagio, che tolgono solo dopo una doccia nel disinfettante.

 

individuare i contagi. Chiunque, residente o meno, può accedere a queste stazioni e chiedere di essere testato. Il questionario indaga sui sintomi e sulle mete di viaggio più recenti, e solo chi è considerato a rischio viene effettivamente esaminato. La Corea del Sud è il secondo Paese più colpito dalle infezioni di coronavirus dopo la Cina. In due settimane soltanto, complice un focolaio sviluppatosi in una setta locale, i casi sono passati da 31 a quasi 5000, e il sistema sanitario è stato sottoposto a una pressione senza precedenti. Per affrontare l'emergenza, il Paese ha predisposto oltre 500 siti per i test con l'obiettivo di controllare 100 mila pazienti: una stazione drive-through come questa, ne può analizzare oltre 380 in un giorno.

 

5 marzo 2020 | Elisabetta Intini