Contro l'influenza, la vitamina... zzzz

Chi dorme meno di sei ore a notte rischia 4 volte più degli altri di beccarsi un raffreddore. Per un autunno all'insegna della salute, bisogna partire da sonni lunghi e regolari.

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Un'ora di sonno in più può fare la differenza. Se non altro, per il sistema immunitario.|Wavebreak Media Ltd./Corbis

La costante carenza di sonno rende nervosi e irritabili, e può anche incidere direttamente sulla salute. Chi dorme sei ore o meno a notte corre un rischio quattro volte maggiore di contrarre un raffreddore rispetto a chi si concede almeno sette ore di riposo. Lo sostiene uno studio coordinato dall'università della California - San Francisco appena pubblicato sulla rivista Sleep.

influenza in gocce. Tra il 2007 e il 2011, i ricercatori hanno reclutato 164 volontari, monitorandone le condizioni di salute per due mesi. I soggetti hanno risposto a questionari sulle proprie abitudini di vita, sull'uso di alcol e sigarette e sul livello di stress. Per una settimana hanno registrato ore e qualità del sonno con uno speciale orologio. Quindi, sono stati "sequestrati" dagli scienziati e, in condizioni controllate, hanno ricevuto gocce nasali contenenti un comune virus influenzale.

 

Meno protetti. Per una settimana i ricercatori hanno collezionato campioni di muco dai poveretti, per capire se il virus avesse attecchito. Chi nei 7 giorni precedenti aveva dormito meno di sei ore a notte è risultato 4,2 volte più attaccabile dal raffreddore rispetto a chi aveva collezionato almeno sette ore di sonno notturno. Chi nella settimana prima aveva dormito meno di 5 ore a notte, ha preso il raffreddore 4,5 volte più spesso.

Alleato prezioso. Il sonno ha influito più di ogni altro fattore sulla vulnerabilità al virus: più di età e livello di stress, più di etnia di provenienza e fumo. I risultati sono ancora più importanti perché fotografano una situazione reale, con ritmi sonno-veglia che somigliano a quelli tipici di una stagione autunnale lavorativa.

 

Sistema immunitario. Studi precedenti hanno dimostrato che il sonno è tra i fattori che regolano i linfociti T (un tipo di globulo bianco fondamentale nella risposta immunitaria) e che chi dorme poche ore a notte è meno protetto da una malattia anche dopo essere stato vaccinato contro di essa. Il sonno, sottolineano gli autori, dovrebbe essere raccomandato al pari di una dieta sana e di un costante esercizio fisico.

 

01 Settembre 2015 | Elisabetta Intini