La composizione del sangue umano influenza le decisioni del parassita della malaria

Quando le scorte di una molecola di grasso si riducono, il plasmodio cambia le sue priorità: smette di replicarsi nell'ospite e punta a prendere un passaggio nella zanzara di turno, per ricominciare il ciclo di trasmissione.

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Il plasmodio della malaria nel sangue umano: un'illustrazione scientifica.|Shutterstock

L'esaurimento di una particolare molecola a base lipidica nel sangue umano fa cambiare strategia di comportamento al Plasmodium falciparum, il parassita responsabile di mezzo milione di morti per malaria ogni anno. Quando questa sostanza inizia a scarseggiare, il plasmodio cessa di replicarsi e infettare il sangue dell'ospite, per farsi "assorbire" da un'altra zanzara e ricominciare altrove il ciclo di trasmissione.

È la prima volta che si identifica un fattore nel sangue umano capace di modificare il comportamento del parassita: anche se non avrà immediate ricadute cliniche, la scoperta pubblicata su Cell servirà a comprendere meglio il ciclo di vita del plasmodio. La molecola individuata dai ricercatori della Harvard Medical School si chiama lisofosfatidilcolina (LPC) ed è il "mattone" con il quale il parassita costruisce nuove membrane cellulari quando si divide.

 

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Schema di diffusione dell'infezione nel corpo umano a partire dalla puntura di una zanzara già veicolo del plasmodio. Clicca sull'immagine per ingrandirla.

 

fine delle scorte. Quando l'LPC è presente in abbondanza, il plasmodio si replica a tutto spiano. Quando inizia a scarseggiare la replicazione non è più possibile e il parassita cambia piani: interrotto il ciclo di replicazione asessuata, inizia a differenziarsi in gametociti maschili e femminili - le forme sessuate che permettono il mantenimento del suo ciclo vitale nell'ambiente.

 

Ricominciare. È in queste forme che viene "prelevato" dalla zanzara successiva, che succhiando il sangue di un uomo infetto ricomincia il ciclo di trasmissione. I ricercatori hanno osservato il plasmodio sia "risucchiare" scorte di LPC mentre si preparava a replicarsi, sia cambiare strategia quando queste non erano più disponibili.

 

La scoperta è importante perché finora i tentativi di arginare la malaria si sono concentrati sulla sua fase di replicazione nel sangue (perché è quella sintomatica). Capire come funzioni invece la trasmissione potrebbe aiutare a organizzare più efficaci campagne di prevenzione.

 

14 Novembre 2017 | Elisabetta Intini