Salute

Cnr, cervello riconosce in automatico numeri, forme e colori

Roma, 9 set. (AdnKronos Salute) - Gli alunni di una classe che corrono sulle scale di una scuola, il numero dei cioccolatini rimasti in una scatola o delle foglie su un albero di tanto in tanto risvegliano dentro di noi il senso del numero. Un senso che però, in realtà, è sempre pronto a scattare in modo automatico. Lo rivela una ricerca pubblicata su 'Nature Communications' dall'Istituto di neuroscienze del Consiglio nazionale delle ricerche (In-Cnr) e dal Dipartimento di neuroscienze, psicologia, area del farmaco e salute del bambino dell'Università di Firenze. La ricerca ha evidenziato che il nostro cervello riconosce in automatico la numerosità, così come riconosce i colori e le forme.

"Abbiamo mostrato ad alcuni soggetti delle schermate che contenevano tre nuvole di punti - spiega Guido Marco Cicchini, ricercatore dell'In-Cnr -Due delle nuvole erano identiche tra di loro, una terza era diversa e i soggetti dovevano individuarla. Le diversità potevano essere colte nella grandezza della nuvola, nella distanza tra i punti oppure nel numero dei punti. Abbiamo così rilevato che la caratteristica più importante che porta i soggetti a stabilire la diversità è proprio la numerosità. Questo indica che il cervello possiede alcune categorie numeriche che si attivano in automatico quando ci si trova davanti a moltitudini di oggetti che costituiscono un aspetto primario di come guardiamo il mondo che ci circonda". Lo studio è stato eseguito su una decina di soggetti sani sottoposti a circa 500 presentazioni ciascuno.

Questo non vuol dire che le stime siano sempre esatte. Lo studio dei ricercatori di Cnr e Università di Firenze ha dimostrato che i giudizi di area e di affollamento spesso sono poco affidabili e inadatti a fornire una stima numerica precisa.

"Sebbene la numerosità emerga come una caratteristica primaria ed automatica, non sempre essa è corretta. Circa il 4% della popolazione, infatti, è affetto da discalculia, un disturbo che impedisce sia i giudizi percettivi sia le operazioni matematiche", prosegue Cicchini. "Raffinare la comprensione per i numeri servirà anche a progettare esercizi più mirati per allenare le capacità matematiche", conclude David Burr, professore all'Università di Firenze. Una prospettiva, questa, che potrebbe portare a ridurre l'avversità per la scienza dei numeri.

9 settembre 2016 ADNKronos
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