Che cos'è la malattia di Lyme?

Sintomi e prevenzione di un'infezione di origine batterica di cui spesso si sente parlare, nonostante la scarsa diffusione nel territorio italiano.

zecche
Attenzione alle zecche: cartelli preventivi in un'area forestale di potenziale trasmissione della malattia di Lyme. | Shutterstock

La malattia di Lyme o borrelliosi di Lyme è una malattia di origine batterica trasmessa all'uomo dalle zecche coriacee del genere Ixodes e forse anche dalle Amblyomma e Dermacentor (le zecche del cane). È l'infezione da vettore più diffusa e rilevante nelle zone geografiche a clima temperato, e prende il nome dalla cittadina di Lyme, nel Connecticut, in cui per la prima volta si manifestò un'epidemia dell'allora misteriosa malattia, nel 1975.

 

È causata da alcuni batteri del genere Borrellia (Borrelia burgdorferi in Europa e Nord America; Borrelia afzelii, Borrelia garinii in Europa, Asia e Africa) che infettano animali selvatici come cervi, caprioli, volpi, lepri e roditori. Le zecche fanno da tramite tra questi serbatoi naturali e l'uomo.

 

L'eruzione cutanea tipica delle prime fasi della malattia di Lyme. | Wikimedia Commons

I sintomi. In genere la malattia di Lyme si manifesta a partire dall'estate, quando i morsi delle zecche sono più frequenti. Primo campanello d'allarme è la comparsa sulla pelle, nell'area della puntura, di una macchia rossa a forma di occhio di bue, con una zona più chiara al centro. Altri sintomi comuni nei primi giorni sono febbre, brividi, dolori muscolari e mal di testa.

 

In una seconda fase, da qualche settimana a qualche mese dopo il morso, possono comparire sintomi a carico del sistema nervoso centrale come meningiti, dolori diffusi, paralisi, perdita di memoria e concentrazione, oltre a problemi di cuore come lesioni del miocardio. Dopo un paio d'anni, possono sopraggiungere artrite, sindrome da fatica cronica, fibromialgia, disturbi del sonno e del comportamento, disturbi della conduzione elettrica cardiaca, malattie diffuse dei nervi periferici, che possono persistere per lunghi periodi di tempo anche in assenza di infezioni rilevabili clinicamente.

 

Una zecca affonda nella pelle il suo apparato boccale. | Shutterstock

Dove è diffusa. Solo una piccola percentuale di zecche veicola la malattia, e la probabilità di essere morsi da un animale infetto aumenta se si trascorre molto tempo in aree erbose e boschive, frequentate dagli animali serbatoi dei batteri. Vi sono aree interessate della malattia negli USA, in Asia, in Europa centrale, centro-occidentale e orientale.

 

Negli Stati Uniti, dove la borrelliosi è molto conosciuta per i contagi di alcuni personaggi famosi (come la cantante Avril Lavigne o l'attore Ben Stiller) vengono riportati ogni anno 30 mila nuovi casi. Ma i numeri non riflettono la reale entità del contagio, perché spesso la diagnosi arriva tardi, quando l'infezione ha già avuto modo di diffondersi.

 

In Italia la borrelliosi è rara: secondo l'Istituto Superiore di Sanità, dal 1992 al 1998 si sono registrati un migliaio di casi complessivi, soprattutto in Friuli Venezia Giulia, Liguria, Veneto, Emilia Romagna, Trentino Alto Adige: nelle regioni centro meridionali e nelle isole le segnalazioni sono sporadiche.

 

Prevenzione. Nell'eventualità di morso di zecca è importante rimuovere delicatamente l'animale dalla pelle con le pinzette senza staccare né spremere l'apparato boccale, e disinfettare l'area interessata. Se come accade nella maggior parte dei casi, non compare alcun sintomo, non occorre preoccuparsi. I contatti con le zecche possono essere ridotti al minimo coprendo braccia e gambe durante le escursioni nell'erba alta, e controllando la propria pelle quando ci si fa la doccia (i morsi di zecca sono indolori).

 

La maggior parte dei casi di malattia di Lyme è curabile con antibiotici, se diagnosticata in tempo; negli USA sono disponibili vaccini efficaci contro il B.burgdorferi, che non sono però distribuiti in Italia ed Europa, dove sono presenti anche le altre genospecie di Borrelie.

 

16 agosto 2019 | Elisabetta Intini