Che cosa sta succedendo in Francia con il trial di un farmaco finito male?

Si rincorrono in Rete le notizie sulla sperimentazione clinica dagli esiti drammatici avvenuta nel Paese. Ma che cosa è avvenuto di preciso, e di quale farmaco di tratta? Che cosa non ha funzionato, e quanto spesso può accadere? Facciamo un po' d'ordine.

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L'ingresso del laboratorio che si è occupato della sperimentazione del farmaco. | REUTERS/Stephane Mahe

Un uomo è morto e cinque sono stati ricoverati in ospedale durante la fase 1 di sperimentazione di un farmaco in Francia. Almeno tre dei pazienti ancora vivi rischiano, se riusciranno a sopravvivere, di riportare gravi danni cerebrali, mentre i dettagli sulla molecola in questione latitano e gli scienziati di tutto il mondo stanno cercando di capire che cosa sia successo.

 

Contro il dolore. L'esito drammatico del trial farmaceutico è stato reso noto il 15 gennaio. La sperimentazione mirava a studiare, per la prima volta nell'uomo, gli effetti di un farmaco per il trattamento di ansia e disordini motori associati alla malattia di Parkinson e del dolore cronico in pazienti con Alzheimer, cancro o altre condizioni. Il trial è stato condotto a Rennes, in Francia, dalla compagnia francese di ricerca a contratto Biotrial, mentre il farmaco è stato prodotto dall'azienda portoghese Bial.

 

Studio preliminare. La fase 1 di una sperimentazione clinica è mirata a fornire una prima valutazione sulla sicurezza e la tollerabilità del principio attivo di un farmaco su un numero selezionato di volontari sani e in età non avanzata, ognuno dei quali riceve una dose diversa della molecola in questione. Il farmaco era stato già testato con successo sugli scimpanzé e autorizzato a giugno dall'agenzia del farmaco francese - l'Agence Nationale de Sécurité du Médicament et des Produits de Santé (ANSM) - per la sperimentazione sull'uomo.

 

Giovani e sani. Tutti i sei pazienti colpiti (uno dichiarato in stato di morte cerebrale, quattro in condizioni critiche e uno solo sotto stretta osservazione) erano uomini sani di età compresa tra i 18 e i 49 anni. Prima di loro, 90 persone avevano assunto il farmaco o un placebo senza effetti collaterali - una procedura inusuale, perché le fasi 1 non comportano solitamente l'introduzione di un placebo.

 

Che cosa è andato storto in quest'ultimo caso? I volontari, ipotizzano gli esperti, potrebbero essere stati i primi ad aver assunto dosi multiple del farmaco, rispetto a chi li ha preceduti, o aver avuto accesso a una partita di farmaci difettosi.

 

Come dovrebbe agire. L'identità della molecola rimane comunque misteriosa. La Bial - ma non le autorità francesi, né la Biotrial - ha dichiarato in una nota che si trattava di un inibitore dell'enzima FAAH (fatty acid amide hydrolase) che agisce sul sistema endocannabinoidico. Bloccando il FAAH, che è prodotto nel cervello, gli si impedisce di degradare gli endocannabinoidi, sostanze dalle presunte proprietà analgesiche naturalmente prodotte dal corpo umano, che attivano gli stessi recettori neurali attivati dalla cannabis.

 

Gli inibitori del FAAH sono stati per questo motivo più volte proposti come trattamento per il dolore cronico, anche se passate sperimentazioni - tutte senza effetti collaterali di rilievo - non sono riuscite a dimostrarne l'efficacia.

 

Danni estesi. Conoscere il nome, ma soprattutto la struttura chimica della molecola, permetterebbe di capire se questa possa aver agito "off target", ossia inibendo una proteina diversa dal FAAH. Le risonanze magnetiche dei soggetti ricoverati e della persona dichiarata in morte cerebrale hanno evidenziato "profonde lesioni emorragiche e necrotiche nel cervello", come dichiarato dall'ospedale di Rennes.

 

Un possibile candidato. Per alcuni farmacologi non coinvolti nel trial, la molecola in questione potrebbe essere la BIA 10-2474, che combacia col profilo terapeutico descritto e si trova ora in fase 1 di sperimentazione. Ma se ne conosce solo il nome in codice: è prassi comune, nelle sperimentazioni farmaceutiche, non divulgare la struttura di un principio attivo nelle prime fasi di sperimentazione.

 

Quanto spesso accade? Incidenti così gravi nella fase 1 di uno studio clinico sono rari, ma non si possono comunque escludere, perché un farmaco può agire molto diversamente sull'uomo rispetto a quanto osservato negli animali. Per questo le procedure e i criteri di selezione dei volontari sono molto rigidi. L'ultimo caso simile risale al 2006, quando durante un trial clinico in Inghilterra, sei persone riportarono severe disfunzioni agli organi interni.

 

rimborso spese. Secondo un foglio informativo pubblicato il 15 gennaio da un sito di notizie regionale francese, forse ottenuto da un volontario che aveva fatto domanda per partecipare allo studio, senza essere preso, i partecipanti al trial hanno percepito un compenso di 1.900 euro incluse le spese di viaggio. In cambio, hanno accettato di rimanere a Rennes presso la clinica della Biotrial per due settimane, di assumere un farmaco dagli effetti poco noti per 10 giorni e di sottoporsi ad accurati esami clinici e circa 40 prelievi del sangue.

 

19 gennaio 2016 | Elisabetta Intini