Salute

Cavoli, stress e piccante fanno andare in bagno

Un sistema di comunicazione tra cellule intestinali e cervello spiega l'urgenza di "liberarsi" dopo aver assunto particolari cibi, o in situazioni stressanti.

Avete l'improvvisa necessità di andare al bagno dopo un pasto piccante a base di wasabi, un piatto di broccoli (o anche quando siete emotivamente scossi)? È normale, siete controllati dalla "pancia".

La reazione (piuttosto comune) è dovuta ad alcune cellule dell'apparato digerente - l'equivalente intestinale delle papille gustative - che interpretano certi stimoli come segnali di un'infiammazione in corso, e chiedono al cervello di intervenire.

Queste cellule, chiamate enterocromaffini, sono responsabili della produzione del 90% della serotonina - un ormone implicato nella regolazione dell'umore, del sonno e dell'appetito.

Per capire come mai la regolazione di questo neurotrasmettitore sia legata proprio a cellule intestinali, gli scienziati dell'Università della California (San Francisco) hanno studiato le enterocromaffini in mini-intestini in provetta, ricavati da cellule intestinali di topo.

Emergenza in corso! In esse hanno trovato recettori per alcune sostanze irritanti assunte con la dieta, ormoni dello stress e sottoprodotti batterici. Quando sono esposte a questi composti, le cellule enterocromaffini pompano serotonina, che a sua volta attiva le terminazioni nervose nell'intestino connesse al cervello.

Occhio a rafano, wasabi, senape, cavoli e broccoli (e allo stress): mai abusarne se siete lontani dal wc!

Il cervello risponde al "richiamo" accelerando i movimenti intestinali: per noi è il classico momento di disagio che precede un attacco di diarrea.

Le sostanze che facilitano. Tra gli irritanti assunti con il cibo, capaci di scatenare questo meccanismo, troviamo l'isotiocianato di allile, un liquido oleoso che si trova nel rafano, nel wasabi, nella senape, nei cavoli e nei broccoli. Ma la stessa reazione è indotta da adrenalina e noradrenalina, due ormoni dello stress, e dall'isovalerato, un sottoprodotto batterico che è spia di squilibri della flora intestinale.

Terapie. La scoperta potrebbe aiutare a trovare nuove terapie più mirate contro la sindrome dell'intestino irritabile: nelle persone che soffrono di questa condizione - che comporta dolori addominali e alterati movimenti intestinali - le cellule enterocromaffini potrebbero essere particolarmente sensibili.

24 giugno 2017 Elisabetta Intini
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