Bebe Vio e i vaccini contro la meningite

La campionessa italiana ha posato senza protesi con altri atleti paralimpici per la campagna "Win for Meningitis" firmata da Anne Geddes. Il messaggio: "Vaccinate i vostri bambini".

bebe
Beatrice Vio testimonial per la campagna di vaccinazioni contro la meningite.|Anne Geddes

La foto ha il soggetto classico degli scatti di Anne Geddes: un bambino di pochi mesi, tutto serio davanti all'obiettivo. Ma a tenerlo in braccio è una modella d'eccezione: Beatrice Vio, la schermitrice italiana di 19 anni medaglia d'oro al fioretto alle Paralimpiadi 2016, la prima in Europa a gareggiare con un braccio armato prostesizzato.

 

La campionessa ha posato senza protesi, e insieme ad altri atleti paralimpici, per #WinforMeningitis, una campagna di sensibilizzazione sui sintomi della meningite e l'importanza delle vaccinazioni come unica forma di prevenzione promossa dall'azienda farmaceutica GSK. «Lo scopo delle immagini - si legge sul post della fotografa australiana - è diffondere il messaggio che questa infezione si può prevenire. Non lasciate che accada ai vostri figli: vaccinate!».

 

La storia di Bebe. Nel 2008, quando aveva 11 anni, Beatrice Vio fu colpita da una meningite acuta che le causò gravi emorragie interne e costrinse i medici che la curavano ad amputarle gli avambracci e le gambe per salvarle la vita.

 

In pochi giorni. La meningite è un'infiammazione delle membrane protettive (le meningi) che avvolgono il cervello e il midollo spinale. Può essere virale, batterica o causata da funghi: quella che colpì l'atleta fu una forma molto rapida causata dal meningococco di tipo C, uno dei cinque batteri che più frequentemente provocano meningite o altre infezioni.

 

Troppo presto (o tardi). A 10 anni, Bebe era stata vaccinata contro la meningite di tipo A, ma le campagne vaccinali contro le altre forme dell'infezione non erano ancora state avviate per i ragazzi della sua età. Dopo il suo caso, la copertura vaccinale contro questa forma di meningite fu estesa ad altri 700 ragazzi nella zona del Veneto in cui l'atleta vive.

 

Anche letale. Bebe ripete spesso di essere stata fortunata, perché è sopravvissuta. Ogni anno in Italia circa 1000 persone contraggono la meningite, che non sempre si può risolvere con una terapia antibiotica. Nel 10% dei casi questa infezione porta alla morte. In 3 casi su 10 lascia dietro di sé gravi danni come sordità, disturbi della vista e perdita degli arti.

 

20 Settembre 2016 | Elisabetta Intini