Salute

Bambini malati di passeggino, 1 su 10 ancora 'a 4 ruote' fra 4 e 6 anni

Il pediatra, accanimento diseducativo che frena l'autonomia e interrompe il percorso di crescita

Milano, 21 ago. (AdnKronos Salute) - Bambini fatti e finiti che hanno superato da tempo il metro d'altezza, sfiorano i 20 chili di peso, eppure circolano ancora in passeggino. Spinti da mamme affaticate, alcune rassegnate e altre quasi fiere del loro ruolo di 'autista'. Chaperon di uomini e donne in miniatura perfettamente in grado di camminare da soli. Basta guardarsi intorno per vederne a decine, ma sono molti di più: "Fra i 4 e i 6 anni in Italia sono 100 mila, uno su 10. La maggior parte ha 4-5 anni, ma alcuni arrivano a 6". L'età della scuola. A fare i conti dei 'malati di passeggino' è Italo Farnetani, pediatra a Milano. L'esperto fotografa per l'AdnKronos Salute "un fenomeno diseducativo, che impedisce al bimbo di sviluppare autonomia e ne interrompe il processo di crescita. Una comodità che alla lunga si paga cara".

Elaborando dati Istat relativi alle nascite e alla distribuzione dei baby-italiani per fasce d'età, incrociati con le raccomandazioni dei pediatri e l'esperienza maturata sul campo, Farnetani snocciola dati inediti: "Possiamo calcolare che nel nostro Paese si muovano 1,8 milioni di passeggini, anche se non tutti dovrebbero avere il 'permesso di circolazione'. Questo strumento, infatti, è utile ai piccoli fino ai 3 anni d'età (1,5 milioni di passeggini); è da ritenersi facoltativo fra 3 e 4 anni (200 mila passeggini), ma dopo i 4 dovrebbe essere vietato. Eppure in 100 mila lo usano ancora". Bimbi 'a 4 ruote' che "già da tempo, se aiutati e incoraggiati dai genitori, avrebbero potuto e dovuto scegliere il triciclo".

Non si tratta di un giudizio, tiene a precisare il pediatra, ma di un'osservazione basata sulle abilità oggettive che ogni età comporta: "Fino ai 3 anni - spiega - un bambino non ha ancora capacità motorie completamente sviluppate, anche se già dopo l'anno e mezzo inizia a salire e scendere spontaneamente dal passeggino. Dopo i 2 anni cammina piano, è ancora basso e si stanca in fretta", ma a 3 anni scatta il 'giro di boa'.

"Un bimbo di 3 anni - elenca Farnetani - va in triciclo, scende le scale, si arrampica, riesce a stare eretto per un po' di tempo su un solo piede, salta sui due piedi". Per non parlare del fatto che "è in grado di formulare dalle 800 alle 1.000 parole, facendo capire perfettamente i tre quarti di ciò che dice; che sa disegnare copiando anche un cerchio o una croce, collabora quando viene vestito, sa sbottonarsi gli abiti e infilarsi le scarpe, si lava le mani da solo". Ancora: "Un bimbo di questa età usa pronomi personali, sa dire quanti anni ha, a quale sesso appartiene, sa contare 3 oggetti, ripetere 3 numeri e una frase di 6 sillabe. Addirittura sa raccontare una breve storia".

Se poi si vuole farne una questione di 'taglia', prosegue il pediatra, "dobbiamo considerare che a 3 anni un maschietto è alto da 91,5 a 103 centimetri e pesa da 12,3 a 17,3 chili, mentre una femmina misura 90-102 cm per 11,6-16,6 kg". Più che sufficienti per dire addio al passeggino, che invece viene messo in ripostiglio sempre più tardi e usato "come mezzo di trasporto grazie al quale non far fatica. Come il motorino per un adolescente, o l'auto per un adulto".

E se "assecondare un'eventuale pigrizia o cattiva volontà del bambino è diseducativo e sbagliato per il suo corretto sviluppo psicofisico", Farnetani riflette anche sull'atteggiamento di alcuni genitori che preferiscono rimandare la 'rottamazione' del passeggino perché così va bene a loro.

"I figli - ammonisce il pediatra - non ci hanno chiesto loro di venire al mondo. Siamo noi che abbiamo deciso di farli nascere, e una volta che l'abbiamo fatto è nostro dovere adeguarsi alle loro esigenze. Mamme e papà di bambini che hanno superato i 4 anni, quindi, devono capire che a quell'età il passeggino andrebbe 'vietato' per il bene del figlio. Anche a costo di mettere in conto spostamenti forse un po' più lunghi e faticosi".

Farnetani azzarda un'associazione: "Tante mamme indossano tacchi alti, anche altissimi. E' giusto, va benissimo, ma quando lo fanno sanno perfettamente di non poter avere la stessa agilità di quando usano scarpe sportive, basse o ballerine. Ebbene, per i bambini è lo stesso: senza passeggino fanno un po' più fatica e sono ovviamente più lenti, ma a una certa età anche questo è un passaggio necessario da affrontare".

In conclusione, già dopo i 3 anni la parola d'ordine dovrebbe diventare 'Alzati e cammina', rimboccandosi le maniche senza farsi intenerire da eventuali capricci. La dipendenza dal passeggino va contrastata, conclude il pediatra che ci tiene a dare un'unica raccomandazione: "Per i primi tempi, quando progressivamente si abitua il bimbo a camminare da solo, bisogna considerare il rischio della cosiddetta pronazione dolorosa della spalla. Capita infatti che, quando il genitore lo tiene per mano, per forza di cose 'dall'alto' considerata la sua statura, nei casi in cui il piccolo perde l'equilibrio e sta per cadere si tende ad afferrarlo stretto per il braccio. Questo potrebbe creargli dei problemi a gomito e spalla, ma basta farci attenzione e tutto andrà per il meglio". Passeggini parcheggiati, bambini felici.

21 agosto 2015 ADNKronos
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