Autismo e comunicazione, benefici a lungo termine

Insegnare ai genitori dei bambini con autismo a comunicare in modo più efficace con i figli riduce i sintomi del disturbo anche a diversi anni di distanza: lo studio pubblicato su Lancet.

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Autismo: uno spiraglio di interazione. | Ali Jarekji/Reuters

Aiutare le famiglie di bambini autistici con training specifici sulla comunicazione riduce i sintomi della malattia per anni, con benefici come il miglioramento delle interazioni sociali e la riduzione di comportamenti ripetitivi.

 

Lo afferma lo studio più ampio e a lungo termine sugli interventi che si possono fare in questo campo, pubblicato sull'autorevole rivista medica The Lancet: non una cura - è bene sottolinearlo fin da subito - ma un modo per alleggerire i segni del disturbo e migliorare la vita delle famiglie colpite.

 

in tenera età. Il corso ha riguardato i genitori di bambini con autismo di 2-4 anni di età, con l'idea che un intervento in età precoce, quando ancora lo sviluppo cerebrale non è completo, potesse avere maggiori possibilità di riuscita. Jonathan Green (università di Manchester) ha coinvolto 152 bambini con autismo in età prescolare, alcuni dei quali con gravi sintomi della malattia. Metà del campione è stato scelto, a sorteggio, per ricevere il training; l'altra metà è servita da gruppo di controllo.

 

Nuove vie di interazione. La terapia si è rivolta ai genitori, ed è stata "cucita su misura" su ogni famiglia. Per sei mesi, due volte al mese, gli adulti hanno guardato video delle loro interazioni con i figli con l'aiuto di un terapeuta, per capire in che modo si potesse entrare più profondamente in relazione con i bambini, migliorando le loro capacità di comunicare. Nei sei mesi successivi i genitori hanno ricevuto supporto psicologico mentre provavano a intrattenere mezz'ora di attività programmate con i figli una volta al giorno. Quindi, il trattamento si è concluso.

 

I risultati. A sei mesi dalla fine della terapia, i bambini di genitori che avevano seguito il corso hanno dimostrato una riduzione di sintomi seri come i comportamenti ripetitivi, nonché migliori capacità di comunicazione.

 

A lunga durata. 121 dei 152 soggetti iniziali sono stati rivisti anche a sei anni di distanza, e si è visto che i benefici erano ancora tangibili. Usando una scala che descrive la gravità delle manifestazioni autistiche, i bambini coinvolti nello studio avevano sintomi pari a 7.3, contro quelli di gravità 7.8 del gruppo di controllo. La percentuale di bambini con autismo grave è risultata del 46% nel gruppo del training, contro il 63% delle famiglie non trattate.

 

I limiti. Lo studio è molto importante perché finora erano poche le evidenze sperimentali dell'efficacia di trattamenti in tenera età. Ma se il corso ha migliorato le abilità comunicative dei piccoli, riducendo anche i comportamenti ripetitivi, non ha avuto per esempio alcuna efficacia nell'attenuazione dell'ansia dei bambini, un altro sintomo chiave della malattia. Ci sono state inoltre prove di una progressiva diminuzione dei benefici nel tempo.

 

A maggior ragione, dicono gli autori, la ricerca evidenzia il bisogno di intervenire con programmi più vasti e di impatto maggiore. Non esiste ad oggi una cura per l'autismo, ma si può provare a migliorare le interazioni nelle famiglie coinvolte.

 

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28 ottobre 2016 | Elisabetta Intini