Antrace spedita per sbaglio nei laboratori americani

Incredibile incidente negli Stati Uniti: una serie di campioni vivi di batterio dell'antrace sono stati spediti in nove strutture di ricerca e in una base militare in Corea del Sud.

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Una visualizzazione al microscopio del batterio dell'antrace. | 3d4Medical.com/Corbis

Alla faccia della sicurezza: un laboratorio del Dipartimento della Difesa americano ha inviato per errore dei campioni di antrace attivi ad altri nove laboratori e a una base militare in Corea del Sud. Una leggerezza che poteva avere conseguenze tragiche.

 

L'incidente. La notizia è stata confermata dal Pentagono. Attualmente, 22 membri del personale della Osan Air Base in Asia e quattro civili negli Stati Uniti sono sottoposti a un trattamento preventivo (esami, antibiotici e vaccini) a causa della possibile esposizione al Bacillus anthracis, il batterio patogeno responsabile dell'antrace. Nessuno ha finora manifestato sintomi della malattia: pericolo scampato, sembrerebbe, ma la natura dell'incidente lascia stupefatti.

 

L'antrace proviene dal Dugway Proving Ground, una base situata nello Utah specializzata nello studio delle misure di difesa contro gli attacchi biologici. Da lì è stato inviato ad altre strutture di ricerca in Maryland, Texas, Wisconsin, Delaware, New Jersey, Tennessee, New York, California e Virginia, oltre alla basa coreana. Ovviamente i campioni sarebbero dovuti essere inattivi, ma il primo laboratorio a riceverli, quello del Maryland, si è accorto che le spore erano tutt'altro che innocue. Da lì il sospetto che il problema potesse riguardare tutte le spedizioni, dando il via alla caccia per recuperare le altre otto e all'adozione delle misure sanitarie preventive.

 

Non è la prima volta. I campioni sono stati distrutti e ogni altra consegna sospesa, e nel frattempo l'agenzia federale Centers for Disease Control and Prevention (CDC) ha avviato un'indagine per fare luce sull'incidente, inviando i suoi funzionari per condurre ulteriori esami. Ma proprio il CDC un anno fa si era reso protagonista di un "disguido" simile: uno dei suoi laboratori aveva inviato a un altro, non attrezzato per gestire antrace viva, dei campioni che si supponeva fossero morti. Diversi dipendenti furono esposti al batterio, ma per fortuna anche in quel caso nessuno risultò infetto.

 

29 maggio 2015 | filippo ferrari