Antibiotico-resistenza: i batteri cambiano forma per sfuggire alle cure

In presenza di antibiotici nell'organismo, alcuni patogeni perdono la parete cellulare per assumere un aspetto difficilmente riconoscibile, capace di eludere i farmaci e il sistema immunitario. Terminate le cure, indossano il vecchio abito e tornano a colpire.

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Una colonia di batteri Escherichia coli nella loro configurazione originale. | Shutterstock

I batteri possono cambiare forma per evitare di essere presi di mira dagli antibiotici introdotti nel corpo umano. La conferma arriva da uno studio su campioni batterici di pazienti anziani affetti da infezioni urinarie ricorrenti. In presenza di antibiotici, i patogeni rinunciano alla rigida struttura offerta dalla loro parete cellulare per assumere un aspetto più disordinato, che sfugge al mirino dei medicinali; e anche in questa conformazione più fragile, riescono a sopravvivere. La ricerca dell'Università di Newcastle (Regno Unito) è stata pubblicata su Nature Communications.

 

Spiega Katarzyna Mickiewicz, autrice dello studio: «Immaginiamo che la parete cellulare dei batteri sia come una giacca catarifrangente. Essa conferisce loro una forma regolare (per esempio a bastoncello, o a sfera) e li protegge rendendoli resistenti. Ma allo stesso tempo fa in modo che siano altamente visibili - in particolare per il sistema immunitario umano e per gli antibiotici come le penicilline».

 

Batteri mutaforma per sfuggire agli antibiotici
E. coli fotografati mentre assumono la forma L. | Newcastle University, UK

Il mantello dell'invisibilità. Insieme ai colleghi, Mickiewicz ha osservato i batteri sotto attacco antibiotico cambiare forma, rinunciando alla rigida parete cellulare per assumere una conformazione più fluida e disordinata: come se avessero lasciato da parte la giacca di emergenza, per indossare una tuta mimetica. I batteri che assumono questo tipo di organizzazione cellulare più semplice e irregolare sono chiamati "forme L". Sotto queste mentite spoglie passano inosservati al corpo ospite, e ai farmaci introdotti per debellarli: spesso infatti è proprio la loro parete cellulare, il target preferito degli antibiotici.

 

Studi precedenti avevano dimostrato che anche l'azione del sistema immunitario umano può indurre le forme L, benché l'effetto innescato dagli antibiotici sia molto più evidente. Nella nuova analisi, le forme L di varie specie batteriche associate alle infezioni urinarie ricorrenti, come E. coli, Enterococchi, Enterobacter e stafilococco, sono state rintracciate in 29 dei 30 campioni studiati. I pazienti avevano assunto penicillina o altri tipi di antibiotici che prendono di mira la parete cellulare.

 

A volte ritornano. In questa conformazione, i batteri risultano più fragili, ma sembrano comunque resistere ai momenti più difficili: terminata la cura antibiotica, ricostruiscono la vecchia parete cellulare in poche ore (i ricercatori sono riusciti a filmarne uno che ha riconquistato in 5 ore l'aspetto originario).

 

In un paziente anziano o debilitato, la resistenza delle forme L e il loro successivo ritorno alla configurazione "classica" può significare il riacutizzarsi di un'infezione solo apparentemente curata. Un approccio terapeutico più efficace potrebbe prevedere l'assunzione combinata di diversi tipi di antibiotici: per esempio, uno che prenda di mira la parete cellulare, e un altro che punti al DNA o all'RNA dei batteri.

 

30 settembre 2019 | Elisabetta Intini