Anestesia e bambini, pochi i rischi cognitivi

Chi ha subìto un intervento prima dei 4 anni mostra lievi ricadute sull'andamento scolastico in adolescenza, ma sono effetti minimi: altri fattori, come la scolarità della madre, contano di più.

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Pochi rischi per lo sviluppo cognitivo a lungo termine.|Paul Hahn/laif

L'anestesia totale nei primi anni di vita comporta un minimo rischio per il rendimento accademico negli anni avvenire, ma si tratta di un effetto davvero contenuto: è quanto dimostra uno studio svedese condotto su 200.000 ragazzi, la più ampia ricerca mai condotta su questo tema.

Ciò che si sapeva. Secondo gli scienziati del Karolinska Institute, autori del lavoro, i dati ottenuti sono rassicuranti. Precedenti esperimenti sull'argomento, condotti su campioni contenuti, avevano dato risultati contrastanti; le ricerche su animali indicano invece un legame tra i farmaci usati nelle anestesie totali e danni cerebrali successivi, causati da un'anomala morte programmata dei neuroni (apoptosi).

 

Il campione. I ricercatori hanno selezionato i soggetti considerando soltanto interventi di routine durati un'ora o poco più: casi di ernia, operazioni al naso, alle orecchie, alla gola o all'addome. Non sono stati presi in considerazione interventi rischiosi a cuore, cervello o casi di tumore. Tra i ragazzi coinvolti, tutti in età da scuola superiore, 33.500 avevano subìto interventi in anestesia generale prima dei 4 anni, altri 160.000 no.

 

Un leggero ritardo. All'età di 16 anni, i ragazzi che avevano affrontato un intervento da molto piccoli hanno dimostrato voti scolastici inferiori di meno di mezzo punto rispetto a quelli dei coetanei non operati prima dei 4 anni. Tra chi era stato operato due o più volte entro quell'età, invece, i voti sono risultati in media più bassi di poco meno di 2 punti.

 

Lo stesso QI. I ricercatori hanno anche sottoposto a test del QI i soggetti maschi di 18 anni, e non hanno notato differenze sostanziali dovute all'avere subìto o meno un'operazione. I valori sono risultati invece inferiori di meno del 3% in chi aveva dovuto affrontare tre o più operazioni precoci. Altri fattori, come per esempio il grado di istruzione materno, sono risultati avere un impatto maggiore sui risultati scolastici dei ragazzi. 

 

Valutazione dei rischi. Secondo i ricercatori, i risultati indicano che non ci sono rischi di rilievo a lungo termine legati all'anestesia generale nei giovanissimi. E che se è vero che la neurotossicità dei farmaci necessari per alcuni interventi è da prendere in considerazione, altrettanto si deve fare con il rischio che si correrebbe a non operare.

 

14 Novembre 2016 | Elisabetta Intini