Salute

Alzheimer: ancora sulle diagnosi precoci analizzando il sangue

Malattia di Alzheimer: si batte di nuovo la strada della diagnosi precoce grazie ad analisi del sangue mirate a mettere in luce una particolare proteina.

Uno studio pubblicato sul Journal of Experimental Medicine suggerisce nuovamente che una semplice analisi del sangue potrebbe diagnosticare la malattia di Alzheimer decenni prima dell'insorgere dei primi sintomi. «Abbiamo un particolare tipo di proteina tau, strettamente legata alla diffusione di placche amiloidi nel cervello, che potrebbe essere un indizio precoce della malattia di Alzheimer», spiega il neurologo Randall Bateman (Washington University School of Medicine di St. Louis, USA), uno degli autori dello studio, che lavora a queste ricerche da diversi anni: vedi Diagnosticare l'Alzheimer con un esame del sangue (focus.it, settembre 2019) e Alzheimer, un esame del sangue potrebbe distinguerne la progressione molto in anticipo (focus.it, gennaio 2019).

C'è, ma non si vede. La malattia di Alzheimer inizia con una fase silente, che può durare vari decenni, durante la quale le placche amiloidi (formazioni extracellulari di un tipo di proteina, chiamata beta amiloide) si accumulano nel cervello senza causare problemi cognitivi (anche se, secondo alcuni, le beta amiloidi potrebbero non essere la causa vera della malattia). La PET cerebrale (tomografia a emissione di positroni) permette di rilevare la presenza di queste proteine, ma è un metodo molto costoso e lungo per essere attuato su larga scala.

Analisi del sangue. Il nuovo indirizzo dello studio a cui partecipa Bateman si concentra sulla proteina tau per rilevare la presenza di placche amiloidi e, presumibilmente, diagnosticare precocemente la malattia di Alzheimer. Le tau si trovano nel liquido cerebrospinale, ma da lì spesso "tracimano" nel sangue: ecco perché, secondo lo studio, un esame mirato del sangue potrebbe mettere in luce indizi molto precoci dell'Alzheimer.

Diagnosi precoci. Sulla base dei loro dati i ricercatori ritengono che la presenza di una particolare forma della proteina tau sia correlata in modo proporzionale alla diffusione di placche amiloidi nel cervello: un paziente con alte concentrazioni della proteina potrebbe trovarsi in una fase presintomatica della malattia di Alzheimer. «Per ora si tratta solo di uno studio esplorativo», afferma Nicolas Barthélemy, coordinatore dello studio, «tuttavia siamo convinti che rilevare la presenza di quella specifica proteina tau sia un metodo promettente per effettuare diagnosi precoci della malattia di Alzheimer».

24 agosto 2020 Chiara Guzzonato
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