Scienza

Alzheimer: la riduzione di arginina tra le potenziali cause

Una ricerca sui topi chiarisce il ruolo del sistema immunitario nelle fasi iniziali della malattia. Un passo in avanti nello studio dell'origine della più comune forma di demenza.

Da tempo si sospetta che il sistema immunitario giochi un ruolo importante nella genesi della malattia di Alzheimer, ma le dinamiche con cui questo avverrebbe erano finora sconosciute.

Uno studio della Duke University (USA) appena pubblicato sul Journal of Neuroscience suggerisce che, nei cervelli colpiti dalla patologia, cellule immunitarie che normalmente avrebbero un ruolo protettivo inizino a demolire in maniera anomala un importante nutriente: l'amminoacido arginina, fondamentale per il buon funzionamento della memoria.

Bloccare questo processo di distruzione per via farmaceutica si è rivelato utile nella prevenzione delle caratteristiche placche amiloidi (gli ammassi proteici caratteristici della malattia) e della perdita di memoria nei topi.

stessi disturbi. I ricercatori hanno monitorato ogni possibile anomalia nel sistema immunitario di topi cosiddetti CVN-AD, un modello animale che riproduce fedelmente i sintomi progressivi del morbo manifestati dall'uomo: accumulo di placche amiloidi e di grovigli neurofibrillari (intrecci contorti di una proteina chiamata tau); perdita di cellule nervose e cambiamenti nel modo di agire.

comportamento anomalo. La maggior parte delle componenti immunitarie è rimasta invariata nel corso della malattia, ma un tipo di cellule, quelle della microglia - il primo baluardo di difesa immunitaria attivo nel sistema nervoso centrale - hanno mostrato cambiamenti inusuali nelle fasi di esordio.

Imaging cerebrale di un cervello con Alzheimer. © Roger Ressmeyer/CORBIS

Scoperta inaspettata. L'analisi di una molecola espressa sulla superficie di queste cellule, chiamata CD11c, ha rivelato tracce di un'attività genetica associata alla soppressione del sistema immunitario. Per i ricercatori, è stata una sorpresa: ricerche precedenti avevano associato la malattia di Alzheimer a un rilascio anomalo di molecole responsabili di un rafforzamento eccessivo del sistema immunitario, che finirebbe col danneggiare il cervello.

In un luogo sospetto. Questo processo, insieme a un'abbondanza di enzima arginase, responsabile della scomposizione dell'amminoacido arginina, sono stati osservati nelle aree del cervello dei topi più colpite dalla perdita di cellule nervose: quelle associate alla memoria.

Effetti positivi. Bloccando l'arginase con una molecola di difluorometilornitina (DFMO), prima dello sviluppo dei sintomi nei topi, si è osservata una diminuzione delle molecole di CD11c e delle placche amiloidi nei cervelli degli animali, che hanno ottenuto anche migliori performance nei test di memoria.

Questione di tempi. Il prossimo passo sarà capire se la molecola - già usata in alcuni trial clinici contro il cancro, ma mai sperimentata per l'Alzheimer - sia efficace anche dopo i primi campanelli di allarme della malattia. Ricorrere a ricostituenti a base di arginina non avrebbe tuttavia alcuna efficacia, avvertono gli scienziati.

Due impedimenti. È infatti la barriera emato-encefalica (la struttura che protegge il cervello dagli elementi nocivi presenti nel sangue) a filtrare la quantità di arginina che può accedere al sistema nervoso. Inoltre, se l'ipotesi dei ricercatori è corretta, l'enzima arginase continuerebbe imperterrito a demolire il prezioso amminoacido, se non bloccato prontamente.

14 aprile 2015 Elisabetta Intini
Ora in Edicola
Scopri il mondo Focus. Ogni mese in edicola potrai scegliere la rivista che più di appassiona. Focus il magazine di divulgazione scientifica più letto in Italia, Focus Storia per conoscere la storia in modo nuovo ed avvincente e Focus Domande & Risposte per chi ama l'intrattenimento curioso e intelligente.

In viaggio con Dante Alighieri: per scoprire il “suo” Medioevo, seguirlo sulla via dell'esilio e capire i motivi che lo spinsero a scrivere la Divina Commedia, pietra miliare della lingua e della letteratura italiana. E ancora: i segreti di Madame Claude, la maitresse più famosa di Parigi che “inventò” le ragazze squillo; nella Napoli di Gioacchino Murat, il cognato coraggioso e spavaldo di Napoleone.

ABBONATI A 29,90€

Le nostre attività lasciano un’impronta sull’ambiente, ma dobbiamo vivere in un mondo più sostenibile. Come fare? Inoltre: Voyager 2, la navicella più longeva nella storia delle missioni spaziali; come funzionano i reparti di terapia intensiva dove si curano i malati della CoViD-19; cos'è davvero il letargo per gli animali.

ABBONATI A 29,90€

Sul nuovo numero di Focus Domande&Risposte tantissime domande e risposte curiose e inaspettate nel nome della scienza. Per esempio: è vero che la musica fa cambiare sapore al formaggio? E che mariti e mogli con il tempo si assomigliano? E che la solitudine cambia il nostro cervello?

ABBONATI A 29,90€
Follow us