Salute

Allo studio sistemi hi-tech di monitoraggio con dispositivi indossabili

Centro cardiologico Monzino ad appassionati alta quota, possibile previsione personalizzata rischi

Milano, 25 lug. (AdnKronos Salute) - La vacanza in montagna? Non deve essere necessariamente un tabù per i cardiopatici. Il Centro cardiologico Monzino di Milano lancia un messaggio di speranza per gli appassionati di alta quota con il 'cuore fragile'. Oggi, spiegano gli esperti, è possibile prevedere per ciascuno gli eventuali rischi per il cuore stimando con precisione gli effetti dell'altitudine sul sistema cardiocircolatorio, garantendo così una 'salita in sicurezza'.

"Valutando le condizioni specifiche di ciascuno - dichiara Piergiuseppe Agostoni, coordinatore dell'Area di cardiologia critica del Centro cardiologico Monzino - attualmente possiamo essere molto precisi nello stabilire se una persona può raggiungere l'alta quota, quale tempo di acclimatamento deve rispettare, fino a quali altezze può spingersi, quali farmaci eventualmente deve assumere per stare meglio. Oppure, se già assume una terapia stabiliamo come dobbiamo modificarla ed eventualmente rafforzarla".

L'altitudine mette alla prova il cuore. All'aumentare della quota diminuisce la disponibilità di ossigeno presente nell'aria e, per compensare questa mancanza, il corpo aumenta il lavoro cardiaco, respiratorio, e la pressione arteriosa. Ma non è tutto: in quota è limitata anche la capacità dell'organismo di utilizzare l'ossigeno. Ci si trova così ad avere, da un lato, meno ossigeno a disposizione, e dall'altro un'inferiore capacità di utilizzarlo. Aumenta così il rischio di infarto e ictus per gli individui già sofferenti. Se poi in quota si pratica sport, il rischio a cui ci si espone è ancora maggiore perché il fabbisogno di ossigeno dell'organismo aumenta.

"I rischi dell'alta quota per il cuore sono noti da tempo - continua Agostoni - e a ragione i cardiologi precauzionalmente sconsigliavano le vacanze sui monti. Alcuni pazienti addirittura, sebbene non in condizioni particolarmente critiche, nemmeno chiedevano al medico e rinunciavano alla montagna a priori, per paura. Altri invece, troppo spesso, sono stati vittime di tragedie perché sono saliti in quota in modo del tutto inappropriato. Oggi possiamo evitare questi due estremi perché abbiamo nuove conoscenze, tecnologie e strumenti che ci permettono di stabilire il livello di rischio per ciascuno, e di intervenire su quel rischio abbassandolo".

Ogni caso, osserva l'esperto, "è diverso dall'altro e deve essere valutato nella sua specificità. Due accorgimenti validi sempre però ci sono: sottoporsi a uno sforzo graduale e salire piano. In Italia la montagna è a portata di mano ed è facile raggiungere in poco tempo quote elevate. Basta pensare, per esempio, che da Milano in meno di tre ore si raggiungere il Piccolo Cervino, una delle stazioni più alte delle Alpi a circa 3.800 metri di altezza.

A queste altitudini la quantità di ossigeno a disposizione è circa la metà di quella che abbiamo in pianura. Se una persona non è preparata, o non è stata adeguatamente valutata, può trovarsi nei guai, soprattutto se sosta in quota per un certo tempo".

Il Centro cardiologico Monzino ha un focus di ricerca sul comportamento dell'organismo in montagna, anche sotto sforzo e durante attività fisica. Ha partecipato a progetti scientifici internazionali sul Monte Rosa, sulle Ande, al campo base dell'Everest soggiornandoci per 4 settimane analizzando in particolare come, in carenza di ossigeno, cambia il modo di respirare e l'attività del sistema cardiovascolare. Attualmente sono allo studio avanzati sistemi di monitoraggio di attività cardiaca e respiratoria nell'arco di più giorni, con dispositivi indossabili.

25 luglio 2016 ADNKronos
Ora in Edicola
Scopri il mondo Focus. Ogni mese in edicola potrai scegliere la rivista che più di appassiona. Focus il magazine di divulgazione scientifica più letto in Italia, Focus Storia per conoscere la storia in modo nuovo ed avvincente e Focus Domande & Risposte per chi ama l'intrattenimento curioso e intelligente.

Cento anni fa, il 10 giugno 1924, Giacomo Matteotti moriva trucidato per mano di sicari fascisti. In questo numero di Focus Storia ricostruiamo le fasi dell’agguato, la dinamica del delitto e le terribili modalità dell’occultamento del corpo. Ma anche le indagini, i depistaggi, il processo farsa e le conseguenze politiche che portarono l’Italia nel baratro della dittatura.

E ancora: quando, per prevenire gli avvelenamenti, al servizio di principi e papi c’erano gli assaggiatori; la vita spericolata e scandalosa dell’esploratore Sir Richard Burton; tutto sul D-Day, il giorno in cui in Normandia sbarcarono le truppe alleate per liberare l’Europa dal dominio nazista

ABBONATI A 29,90€

Un dossier sulla salute esplora i possibili scenari di un mondo senza sigarette, analizzando i vantaggi per la salute, l'ambiente e l'economia. Un'inchiesta sul ruolo dei genitori nell'educazione dei figli ci porta a riflettere sull'importanza delle figure genitoriali, con un focus sulla storia di Jannik Sinner.

Ampio spazio è dedicato alla scienza e alla tecnologia, con articoli sull'energia nucleare, i reattori nel mondo e un'intervista esclusiva a Roberto Cingolani sulla transizione energetica. Un viaggio nell'archeoastronomia ci svela come l'uomo abbia misurato il tempo attraverso i fenomeni celesti.

Non mancano approfondimenti sulla salute, con una guida completa sulla dengue e focus sulla caduta dei capelli, problema molto diffuso tra gli uomini. La sezione animali ci regala immagini sorprendenti di pinguini, primati e canguri.

ABBONATI A 31,90€
Follow us