Salute

Allo studio la possibilità di 'somministrarlo' quando cooperare è vitale

Studio Usa su topi, attiva meccanismi ricompensa e aumenta fiducia e disponibilità a collaborare

Milano, 9 feb. (AdnKronos Salute) - L'ormone della monogamia non serve solo a salvare le coppie, ma aumenta anche la fiducia e la cooperazione in situazioni rischiose. E' la conclusione cui sono arrivati i ricercatori del California Institute of Technology, che hanno pubblicato i risultati del loro studio sui topi su 'Pnas'. L'arginin-vasopressina (Avp) è infatti un ormone che incentiva un comportamento fedele nei legami di coppia, ma promuove anche l'aggressività nei maschi. Nel nuovo lavoro, gli scienziati hanno verificato che l'Avp può anche avere un ruolo nei legami sociali e potrebbe contribuire a spiegare la cooperazione nella nostra specie.

"Una delle ragioni per cui sono gli uomini a governare il mondo e non le scimmie è che noi facciamo cose che richiedono una grande dose di fiducia, e cooperiamo in gruppi su larga scala", osserva il co-autore Colin Camerer. Per capire il perché, gli studiosi hanno somministrato in modo casuale uno spray nasale contenente Avp o uno senza ormone a 59 volontari maschi, di età compresa tra 19 a 32 anni. In un gioco al computer i partecipanti hanno poi dovuto scegliere o meno se collaborare con un'altra persona. La fiducia si basava sul fatto che un giocatore poteva intraprendere un'azione rischiosa solo se era abbastanza sicuro che anche l'altro l'avrebbe fatto. Quando cooperavano, infatti, entrambi i giocatori ricevevano più punti di quanti ne avrebbero avuti se non lo avessero fatto. Se invece un giocatore sceglieva di non collaborare ma il suo partner aveva preso la decisione opposta, il primo riceveva un profitto intermedio, mentre il cooperativo non otteneva nulla.

"Il gioco è stato progettato per simulare situazioni in cui le persone sono disposte ad aiutare, ma solo se tutti gli altri collaborano - precisa Camerer - Pensate a un gruppo di soldati che corre verso il nemico. Una persona è interessata a compiere un'azione solo se lo fanno anche gli altri". L'esperimento ha dimostrato che i giocatori che hanno ricevuto Avp prima della partita avevano probabilità significativamente più alte di cooperare rispetto a quelli cui è stato somministrato il placebo.

"Prendendo di mira un sistema ormonale specifico nel cervello umano, potremmo manipolare la volontà delle persone, spingendole a collaborare e aiutandole a fare meglio", sostiene Gideon Nave, co-autore dello studio. I ricercatori hanno escluso che la cooperazione avesse altre cause. Una delle ipotesi, per esempio, era che l'ormone aumentasse la 'fame' di rischio, oppure che avrebbe potuto amplificare le tendenze altruistiche dei partecipanti allo studio, che avrebbero voluto aiutare altre persone a prescindere dal rischio per se stessi.

Tutte opzioni smentite.

Per capire meglio il meccanismo neurale alla base dell'effetto Avp, i ricercatori hanno ripetuto l'esperimento, ma questa volta i volontari - un gruppo separato di 34 uomini - sono stati sottoposti a risonanza magnetica funzionale mentre giocavano. Le scansioni indicano che, dopo la somministrazione dell'ormone, una parte del sistema di ricompensa del cervello nota per avere un'abbondanza di recettori Avp ha mostrato un cambiamento nell'attività neuronale quando i giocatori hanno deciso di cooperare.

La scoperta potrebbe avere applicazioni pratiche per generare fiducia e promuovere la cooperazione nei gruppi? Forse, rispondono i ricercatori. "Si potrebbe immaginare una situazione di alto rischio, come un'operazione militare, in cui le persone devono fidarsi l'uno dell'altro. Tutti fanno qualcosa di difficile, che fallisce se qualcuno si tira indietro - immagina Camerer - In questo caso, si potrebbe somministrare Avp per contribuire a garantire che ognuno cooperi".

9 febbraio 2016 ADNKronos
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