Salute

Allarme furti in ospedale, giro d'affari arrivato a 22 mln di euro

Il business dei farmaci fa gola alla criminalità, trend in crescita anche nei primi 5 mesi del 2014

Roma, 21 gen. (AdnKronos Salute) - Il business dei farmaci fa gola alla criminalità. Il trend dei furti negli ospedali è in continua crescita. "In due anni e mezzo il giro d'affari di questa attività è arrivato a toccare i 22 milioni di euro. Con un centinaio di casi totali: nel 2013 sono stati almeno 53 i furti nelle farmacie ospedaliere e ben 37 quelli registrati nei primi 5 mesi del 2014. Un aumento legato alla facilità con cui possono essere commessi questi reati e l'alta remunerazione della vendita di antitumorali sul mercato parallelo. Un mercato che, molto probabilmente, fa gola alla Camorra e alla Mafia". A fotografare il fenomeno per l'Adnkronos Salute è Transcrime, il Centro interuniversitario di ricerca sulla criminalità transnazionale dell'Università Cattolica di Milano e dell'Università degli studi di Trento, che ha aggiornato i dati disponibili.

La ricerca di Transcrime si basa sulle notizie riportate dai media e ha analizzato il fenomeno attraverso la rassegna stampa. Tra il 2006 e il 2014 un ospedale italiano su dieci ha subito un furto di farmaci, con un 'bottino' medico che arriva a 330 mila euro, in leggero calo lo scorso anno, con 250 mila. "Il trend dei furti è in aumento e stiamo analizzando anche altre tipologie di sottrazione illegale, come ad esempio quelle ai camion che trasportano i medicinali - spiegano Michele Riccardi e Marco Dugato, ricercatori dell'Università Cattolica di Milano - a far gola alla criminalità sono gli antitumorali, gli immunosoppressori, gli antireumatici, i biologici e in alcuni episodi le pillole per il trattamento della disfunzione erettile".

Lo scorso anno in Campania e Puglia è avvenuto il 45% dei casi totali, come già nel 2013. Al centro e al Nord le Regioni più colpite sono Lazio, Lombardia e Friuli Venezia Giulia. E' solo di alcuni giorni fa la notizia del mega-furto di antitumorali in due depositi a Nola e Ottaviano in Campania, appunto, e la rapina alla Coopfarma di Lecce, società che si occupa della distribuzione di medicinali e prodotti parafarmaceutici sul territorio salentino.

Il fenomeno, spiega lo studio, può essere determinato da una varietà di fattori: la necessità di acquistare medicinali a prezzi più bassi di quelli del mercato legale (se non rimborsati dal Ssn) o di reperire farmaci per qualche motivo carenti, oppure la volontà di ricorrere a farmaci e sostanze attive legali per finalità illegali (ad esempio l'uso di Epo nel doping). "È presumibile che i prodotti rubati - osservano i ricercatori - vengano reimmessi sul mercato illegale, a livello nazionale ma anche all'estero, in Paesi caratterizzati da un sistema sanitario più debole o da difficoltà di accesso ai canali legali (Est Europa e Grecia)".

La geografia dei furti, prevalentemente nel Sud Italia, la tipologia dei farmaci sottratti e le modalità di ricettazione confermano l'ipotesi che in questa attività illecita possa essere coinvolta la criminalità organizzata. "L'Italia è purtroppo leader in Ue di questa tipologia di furti - chiariscono Michele Riccardi e Marco Dugato - casi simili li abbiamo riscontrati solo in Sud America, Argentina o Messico, ma il nostro Paese viste le sue peculiarità territoriali permette con maggiore facilità scambi illegali con paesi dell'Est e del Mediterraneo".

Su come vengono organizzati questi furti i ricercatori di Transcrime hanno alcune ipotesi: "Dalle verifiche che avevamo fatto risultava che il 30% delle sottrazioni avveniva grazie all'aiuto di una persona interna all'ospedale, inoltre spesso non c'è erano tracce di forzatura di porte o finestre. E' chiaro che quantità elevate di medicinali hanno poi bisogno di una rete di sostegno che possa falsificare documenti e bolle - avvertono i ricercatori - che solo un'organizzazione criminale come la Camorra o la Mafia può già avere in piedi sul territorio".

Il lavoro di Transcrime sta cercando nuovi spunti e sponde per aumentare le fonti su cui basare le proprie analisi. "Ora - avvertono ricercatori - stiamo sistematizzando lo studio allargandolo anche ad altre forme di furto, in collaborazione con i Carabinieri dei Nas, alcune Procure e l'Agenzia italiana del farmaco (Aifa). E' necessario accedere a dati migliori e più accurati, solo in questo modo possiamo avere un quadro più preciso".

Intanto sta emergendo anche un altro fenomeno molto preoccupante. A Napoli un uomo e una donna sono stati trovati a vendere illegalmente farmaci sui marciapiedi del corso Arnaldo Lucci. Antibiotici, analgesici, decongestionanti nasali, antinfiammatori, antistaminici e persino ansiolitici e antidepressivi. Su nessuna scatola però c'era l’approvazione dell’Aifa, prevista dalla legge e tutti i medicinali - secondo i Carabinieri - erano contrabbandati dall’Ucraina all'Italia.

"Quest'ultimo caso - concludono i ricercatori - mostra un altro aspetto importante di quanto possa differenziarsi il problema del mercato parallelo dei farmaci. Qui si è cercato di monetizzare al 'dettaglio', mettendo a rischio la salute delle persone. Perché come in altri casi non sappiamo questi prodotti quali processi hanno subito per arrivare fino al marciapiede".

21 gennaio 2015 ADNKronos
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