Alimenti: esperto, occhio a finto bio e a trappole dei fertilizzanti 'naturali'

Da 'Mela stregata' ad 'Alga avvelenata', prodotti dannosi spacciati per 'green'

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|ADN Kronos

Roma, 16 nov. (AdnKronos Salute) - Non tutto ciò che è naturale è innocuo o salutare. Il monito arriva da Luciano Atzori, segretario dell'Ordine nazionale dei biologi ed esperto in sicurezza degli alimenti, che dopo l'operazione della Gdf di sequestri 'Alga avvelenata' che ha coinvolto nelle settimane scorse 366 esercizi commerciali distribuiti su tutto il territorio nazionale, fa il punto sulle trappole dei finti prodotti 'naturali', che in realtà hanno effetti nocivi sulla salute umana e per l'ambiente. A partire proprio dalla 'famigerata' matrina.

 

"Malgrado i risultati delle analisi sui residui sugli alimenti, sempre più persone - nota l'esperto - si avvicinano ai prodotti 'bio' o 'naturali', senza però conoscerli per davvero. Basti riflettere sul concetto di naturale che, sotto qualunque forma, ma soprattutto se legato agli alimenti, evoca un senso di sicurezza in quanto viene erroneamente scambiato per sinonimo dei termini quali genuino, sano, sicuro. Questo accade non solo tra i consumatori che sempre più spesso preferiscono i prodotti biologici in quanto naturali, ma anche tra gli agricoltori che occasionalmente, se non adeguatamente informati e formati, cadono nella trappola di avidi e disonesti commercianti i quali propinano loro dei prodotti non di sintesi che di solito hanno effetti nocivi per l’ambiente, per l'uomo e per gli animali".

 

L'esperto ricorda la segnalazione di FederBio, che nel 2014 ha portato al sequestro di oltre 10 mila kg di prodotti nocivi a Cagliari e altri 25 mila kg in Puglia: "In teoria fertilizzanti, in realtà contenenti matrina, una sostanza neurotossica quanto i più dannosi fitofarmaci, non commercializzabile in Italia. La complessa operazione congiunta, battezzata 'Mela stregata', ha potuto appurare che i prodotti sequestrati (provenienti soprattutto dalla Cina e dall'India) erano destinati - dice Atzori - principalmente all'agricoltura biologica e sarebbero stati smerciati come corroboranti o fertilizzanti organici in molte regioni dell'Italia. In questa operazione è stato evidenziato che in tutto il territorio nazionale sono stati commercializzati 94 tonnellate di prodotti destinati all'agricoltura (soprattutto di tipo biologica) contenenti matrina".

 

Altra operazione a febbraio 2015: "Sono stati rinvenute e sequestrate solo 16,5 tonnellate di prodotti contenenti matrina, quindi appare chiaro che le restanti 77,5 tonnellate (77,500 Kg) sono state commercializzate e utilizzate dagli agricoltori su prodotti ortofrutticoli poi andati sul mercato. Insomma, molti italiani hanno mangiato orto-­frutta contenente questa sostanza", continua Atzori. Ma le indagini non si sono fermate. A novembre con l'operazione 'Alga avvelenata' sono stati operati sequestri in 366 esercizi commerciali che hanno acquistato e immesso sul mercato dei fertilizzanti (per un totale di 42.125 kg di prodotti per un valore complessivo al dettaglio di euro 4.800.000), altamente pericolosi per la salute pubblica, in quanto contenenti pesticidi organici e battericidi ottenuti da estratti vegetali (ancora una volta matrina) della specie Sophora flavescens, destinati alle produzioni convenzionali e biologiche non conformi alle norme vigenti".

 

Le provincie interessate dall'operazione di sequestro sono tantissime, su tutto il territorio nazionale. "Con i 42.125 kg di fertilizzanti che l'Icqrf e la Gdf stanno cercando di sequestrare, si potrebbero trattare circa 42 mila ettari di suolo agricolo e produrre tonnellate di prodotti orto frutticoli che potrebbero contenere residui di matrina", avverte il biologo. Ma di che si tratta? "Nota anche come Matrene, Matrinium, Matrines, Vegard o Sophocarpidine, è una sostanza naturale (precisamente un alcaloide) largamente diffusa in Oriente, soprattutto in Cina e in India - spiega l'esperto - che si estrae con tecniche naturali dalle radici della specie Sophora Flavescens (Ku Shen, leguminosa diffusa principalmente in Cina). Visto il metodo di produzione naturale, questo alcaloide può essere facilmente falsificabile e quindi spacciabile come fertilizzante 'bio'".

 

In realtà "è un potente agrofarmaco, senza alcun potere concimante o ammendante. Possiede un'azione neurotossica che gli permette di inibire l'attività della colinesterasi, provocando sindrome da avvelenamento con tremori, scoordinamento dei movimenti, scarso equilibrio, disturbi intestinali e anche la morte. Oltre a questi sintomi acuti - conclude Atzori - i composti neurotossici come la matrina possono determinare fenomeni di bio-­accumulo nei tessuti lipidici provocando nel tempo manifestazioni di tossicità cronica. La tossicità e la pericolosità per la salute umana dell’alcaloide matrina è caratterizzata anche dalla persistenza del principio attivo perfino a notevole distanza di tempo rispetto al periodo di raccolta e al periodo dell’immissione in commercio dei prodotti agricoli trattati".

 

16 Novembre 2015 | ADNKronos